Ucciso a bastonate durante la rapina: chi era la vittima

Nato e cresciuto a Quinzano, il papà e il nonno erano noti agricoltori: sono due le comunità in lutto per il brutale assassinio di Mario Piozzi

Ci sono ancora tanti, troppi interrogativi nella triste vicenda che ha portato alla morte di Mario Piozzi, il 59enne titolare della sala slot “Qui Gioco” di Legnano, provincia di Verona: sarebbe stato ucciso a sprangate dal rapinatore che poi l'ha derubato dei 3.000 euro (circa) dell'incasso. Piozzi non è morto subito, è rimasto a lungo a terra, in un bagno di sangue, poi soccorso dopo la segnalazione della figlia della sua socia in affari – la prima a trovarlo – ma infine deceduto durante il trasporto in ospedale. Troppo gravi le ferite riportate.

Nato e cresciuto a Quinzano

Nato e cresciuto a Quinzano d'Oglio, da quattro anni viveva e lavorava a Legnano. Nella sua vita un ricco passato di attività commerciali gestite: aveva cominciato ancora negli anni '90, in Piazza San Rocco proprio a Quinzano, per poi trasferirsi sul lago di Garda e infine in Provincia di Verona. Lo piangono il fratello Andrea e il figlio Fabio, che abita a Brescia.

In tanti in paese ancora si ricordano di lui, come una persona sempre gentile, educata, riservata. La famiglia era molto conosciuta nella Bassa: il padre e il nonno erano stati agricoltori e allevatori per una vita intera. Un'altra tragedia aveva però già colpito la famiglia Piozzi: il padre di Mario e Andrea era rimasto vittima di un fatale incidente sulla strada.

La cronaca del brutale omicidio

Non ci sono dubbi sulla dinamica dell'aggressione. L'assassino di Piozzi sarebbe entrato dal retro, quando la sala slot era già chiusa, intorno alle 21.30. Sarebbe stato proprio il bresciano 59enne ad aprirgli la porta: potrebbe aver riconosciuto una voce familiare, oppure si sarebbe semplicemente fidato. 

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Una volta varcata la soglia, l'assassino ha scatenato la sua furia: ha colpito Piozzi più e più volte con una spranga o un bastone in ferro, poi ha concluso la rapina ed è fuggito, lasciandolo a terra agonizzante. I vicini di casa hanno raccontato di non aver sentito nulla. Il primo a ritrovarlo, come detto, la figlia della sua socia. Piozzi abitava sul retro della sala slot, in un palazzo di Via Caduti. Sul posto carabinieri e scientifica del Sis. Le indagini proseguono.

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