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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cronaca Marcheno

"Ucciso dai nipoti e messo in un sacco per far sparire il cadavere"

Il procuratore generale Pierluigi Dall'Osso ha presentato alla stampa le evidenze delle indagini che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio per Alex e Giacomo Bozzoli

Ma il movente del presunto omicidio? Screzi familiari acutizzati a dal punto da aver creato problemi indissolubili. A dare man forte a questa teoria anche la fattura, da circa 50mila euro, per i lavori alla nuova fonderia di Bedizzole: una spesa che sarebbe stata però intestata alla Bozzoli di Marcheno, gestita appunto dall'imprenditore scomparso.

E poi ci sono le testimonianze dell'ex fidanzata di Alex, che agli inquirenti (e fin da subito, a pochi giorni dalla scomparsa) avrebbe raccontato della (quasi) ossessione di Giacomo, che le avrebbe confessato di avere già un piano per uccidere lo zio. Una storia intricata, e ipotesi concrete che però – per stessa ammissione di Dall'Osso – al momento non trovano riscontro in elementi probatori.

Lo strano caso delle telecamere

Altro elemento agli atti, ma che il procuratore generale ha ricordato ancora in conferenza stampa, lo strano caso dello spostamento delle telecamere, in azienda: erano state “movimentate” solo qualche giorno prima della scomparsa, prima inquadravano da una parte e poi dall'altra, in zone definite “poco utili” rispetto al loro funzionamento. Un'altra circostanza considerata sospetta. Davvero siamo di fronte al delitto perfetto? Se ne parlerà, forse, in un'aula di tribunale.

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