Zio e nipote, bracconaggio in famiglia: lo scempio delle specie protette in freezer

Beccati in flagranza dai carabinieri forestali: denunciati zio e nipote che a Marcheno cacciavano specie protette con metodi non consentiti

Bracconieri in famiglia: zio e nipote sono stati beccati in flagranza di reato dai carabinieri forestali di Marcheno, all'alba di mercoledì, e ora denunciati per detenzione di avifauna protetta e uso di mezzi di caccia non consentiti. Rischiano fino a otto mesi di reclusione, oltre a una multa fino a 3000 euro. Il primo provvedimento pratico, comunque, sarà la sospensione del porto d'armi: dunque per loro la stagione venatoria è finita prima ancora di cominciare.

Residenti a Sarezzo, zio e nipote erano due specialisti del bracconaggio. Sono stati beccati in “diretta” mentre stavano armando alcune trappoline di tipo sep, ovvero delle trappole a scatto in cui i volatili vengono bloccati e immobilizzati come in una tagliola. In questi ultimi giorni si erano dedicati alla caccia della balia nera, specie protetta, e pure con metodi illeciti.

Volatili protetti già spiumati in freezer

I due avevano già piazzato nei giorni precedenti altre 50 trappole sep, già sequestrate dai Forestali, tutte intorno al capanno di appostamento fisso di uno dei due. Infine, a casa dello zio, sono stati recuperati 27 esemplari di balia nera congelati e spiumati, il bottino – così pare – dell'attività bracconaggio dei giorni passati.

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Per attirare ancora più uccelli, zio e nipote avevano anche attivato un richiamo acustico con il canto della balia nera. Tutta la loro attività, fanno sapere i Forestali in una nota, era stata ben organizzata e pianificata: nel bosco circostante erano stati installati dei “segnali”, utili appunto ad avvisare i due malviventi del passaggio di persone indesiderate nella zona di caccia.

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