Omicidio di Manuela, ora si cerca il movente: "La ragazza non era incinta"

In attesa dei risultati definitivi dell'autopsia, una prima e importante conferma: Manuela Bailo non era incinta. In giornata sono attese nuove comunicazioni

Ci vorrà ancora qualche settimana (i tempi tecnici) per avere gli esiti defintivi dell'autopsia eseguita lunedì sul corpo di Manuela Bailo, la giovane donna di Nave trovata senza vita in una cascina di Azzanello, in provincia di Cremona: il collega di lavoro (con cui aveva una relazione) Fabrizio Pasini ha confessato di averla uccisa e ha portato gli inquirenti nel luogo dove aveva sepolto il cadavere.

Ha detto di averla uccisa per sbaglio, di averla spinta e fatta cadere dalle scale nella casa della madre di Via Allende a Ospitaletto: gli esami della Scientifica non avrebbero però rilevato alcuna traccia di sangue, a quanto pare trovate in grandi quantità (con il luminol) in cantina e in bagno. Quindi la versione di Pasini non sarebbe più considerata così attendibile, stando anche a quanto affermato dal procuratore capo Buonanno: "Manuela è stata accoltellata alla gola. La lucidità mentale di Pasini contrasta con l'ipotesi dell'incidente".

Ora si cerca un movente. Ci sarebbe stato un litigio, a detta di Pasini per un tatuaggio che lui si sarebbe appena fatto fare, con le iniziali dei suoi due figli (con cui è andato in ferie, insieme alla moglie, appena dopo aver nascosto il cadavere di Manuela).

Altro dato oramai incontrovertibile: Manuela non era incinta. Una circostanza che certo non spariglia le carte, ma almeno fa “saltare” una delle ipotesi di movente che ovviamente erano state considerate dagli inquirenti. Al momento l'accusa è comunque di omicidio volontario.

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