Cronaca

Manifesti fascisti a Lumezzane, ANPI: «Sfruttano la crisi»

Delle affissioni firmate Fascismo e Libertà, poste e riproposte in occasione del 25 Aprile e del 2 Giugno, si discute anche in Consiglio Comunale: erano autorizzate. L'ANPI: "Assurdo che nessuno intervenga"

Il “rigurgito nostalgico”, così l’ha definito l’ANPI, che ha ‘imbrattato’ diversi metri quadri di pareti murarie fin nelle più impervie strade della Lumezzane valgobbina è rientrato di ‘striscio’, in uno dei punti all’ordine del giorno, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale a seguito della mozione presentata dal consigliere di stampo UDC Flavio Pelizzari. Forse non era questa la sola risposta che si aspettavano dall’ANPI locale, sezione lumezzanese, quando poche settimane fa invocavano la necessità di “una risposta amministrativa” agli “scempi ideologici” portati in piazza e sui muri dal fantomatico Movimento Fascismo e Libertà (e qui la prima contraddizione filo-ideologica) conosciuto anche come Partito Socialista Nazionale.

Un nuovo ‘allarme nero’ praticamente subito rientrato, già dal finir di aprile, con la spontanea reazione di più d’un gruppo di cittadini che, con ammirevole creatività, ha coperto i ‘fastidiosi’ manifesti con adesivi e fascette, fogli e citazioni ovviamente inneggianti alla Resistenza, alla Costituzione, alla Repubblica. Un fatto che in sé rimane fumoso, se non fosse per il grande quantitativo di affissioni rinvenute nella ‘capitale della Valgobbia’, il terzo Comune più popoloso della terra bresciana. Ma che comunque conta poco rispetto agli ‘attacchi’ più rumorosi che negli ultimi mesi hanno coinvolto Castegnato e Rovato, e fuori Provincia anche l’Università di Verona. Anche perché, come più volte spiegato dall’AIPA (la società che si occupa in loco delle concessioni pubblicitarie) quelle affissioni sono legali e autorizzate, registrate con puntuali procedure.

Un po’ come accadde per i celeberrimi nazisti dell’Illinois. “Stiamo monitorando con attenzione questi fenomeni, questi rigurgiti nostalgici – ci spiega il presidente dell’ANPI provinciale, Guido Ghidotti – Quello che stupisce è che vengono concessi e utilizzati degli spazi pubblici, e che nessuna istituzione abbia ancora fatto nulla. Stiamo ancora cercando la ‘via giusta’, ci stiamo informando anche sulla possibilità di interventi di tipo legale. In alcuni casi può tornare utile un esposto, per la ‘questione Lumezzane’ invece è ancora difficile muoversi”.

Ma la linea è tracciata. “Cercheremo di sollecitare nuovamente una più viva attenzione da parte dell’amministrazione locale, che deve prendere coscienza di avere responsabilità di controllo nei confronti di quei movimenti che già nello Statuto si dicono antidemocratici e anticostituzionali”. Gianpietro Patelli, presidente della sezione ANPI locale, aveva perfino ipotizzato la residenza in Lumezzane di “un nostalgico finanziatore”, pronto a dar man forte a quei gruppi ‘destri’ che “vogliono inserirsi in una comunità colpita dalla crisi e marchiata da una pesante sofferenza”.

Ma se le vie del nostalgico sono infinite, ed è quasi scientifico che la tendenza ‘fascia’ si accompagni ad un’irrefrenabile volontà di sostenere lo status quo, rimane d’altra parte la forza dei numeri: proprio in questi giorni a Rovato (e poi anche a Brescia) si festeggia e si celebra la Resistenza. Numeri che ci dicono, ancora una volta, che il fascismo è uno spettro, e tale rimane.

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