Cronaca

Mangimi da rifiuti speciali: animali nutriti con gli scarti delle industrie dolciarie

Perquisite 17 aziende, di cui una nel Bresciano, sequestrate otto tonnellate di materie prime per mangimi non conformi

Foto d'archivio

Rifiuti speciali, ma non pericolosi, provenienti da industrie dolciarie e della panificazione del Nord Italia che finivano nel mangime destinato agli animali degli allevamenti. È il traffico illecito portato alla luce dai carabinieri forestali di Reggio Emilia che, nelle scorse ore, hanno perquisito ben 17 aziende - una si trova nel Basso Garda - e sequestrato otto tonnellate di materie prime per mangimi non conformi, due autocarri privi della necessaria autorizzazione al trasporto di rifiuti, oltre a varia documentazione contabile e informatica. 

L’operazione Dolce Amaro ha toccato le province di Reggio, Milano, Brescia, Trieste, Udine, Venezia, Treviso, Torino, Cremona e Mantova. Tre aziende reggiane avrebbero fraudolentemente ritirato scarti di industrie dolciarie e della panificazione del Nord Italia per poi immetterli, tramite articolati raggiri documentali, nel mercato della zootecnia. I rifiuti venivano quindi utilizzati per produrre mangimi destinati all’alimentazione degli animali da reddito, ma erano anche alle centrali a biogas per la produzione di energia rinnovabile.

Condotte potenzialmente rischiose per la salute e il benessere degli animali allevati, ma pure per i prodotti derivati, da destinare all’alimentazione umana. In tutto sono state denunciate 4 persone, tutte residenti nel Reggiano. Dovranno rispondere, a vario titolo, di trasporto e smaltimento di rifiuti speciali non autorizzato, di frode in commercio e di commercio di sostanze alimentari nocive.  

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