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Ruba la borsetta dall'auto, ma le portiere erano aperte: sconto di pena

La sentenza della Corte di Cassazione ha annullato la condanna in primo grado nei confronti di due fratelli, accusati di furto a Manerbio

Nessuna premeditazione nello “svaligiare” l'auto lasciata incustodita (e con le portiere chiuse ma non a chiave) da un 70enne di Manerbio: dunque per i giudici i ladri andavano condannati applicando lo sconto di pena. E' questo quanto emerge dalla sentenza della Corte di Cassazione, secondo grado di giudizio, nel procedimento giudiziario che coinvolge una coppia di fratelli, condannati in primo grado a 8 mesi di reclusione.

Le motivazioni dei giudici

Tutto da rifare: in Appello i malviventi dovranno essere riprocessati ma senza aggravante, e dunque saranno probabilmente condannati a una pena più lieve. Lo scrive Bresciaoggi, che riporta nello specifico le motivazioni dei giudici: “Un conto è discutere di un furto con strappo, inevitabilmente pianificato e realizzato tenendo conto delle possibilità di resistenza della persona offesa alla forza fisica del ladro, ben altra cosa può essere impossessarsi di una borsa lasciata incustodita in auto, indipendentemente da chi l'abbia dimenticata”.

Nella pratica, il tribunale ha riconosciuto due principali attenuanti all'agire dei ladri: la borsa lasciata in macchina, quindi facile preda di eventuali malintenzionati, e le portiere chiuse ma non a chiave, dunque apribili con estrema facilità.

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