Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Mega supercella ha sfiorato il Bresciano: grandine enorme e devastazione

Una scia di devastazione a pochi chilometri dai confini bresciani

Tutti hanno visto le immagini della devastazione, dal lago di Como alla provincia di Parma. Ma l'inferno dal cielo si è scatenato anche a pochi chilometri dai confini bresciani, in provincia di Mantova: è qui che nel pomeriggio la supercella temporalesca che già si era abbattuta sul Parmense, ma non aveva esaurito la sua forza, è risalita verso la Lombardia avvicinandosi pericolosamente anche al Bresciano, per poi dissolversi dopo il passaggio sulla Bassa Mantovana.

La supercella ha scatenato vento fortissimo, di cui non abbiamo ancora misurazione diretta ma si stima fino ai 100 km/h, e soprattutto grandine di dimensioni ingenti, con chicchi grandi come albicocche e dal peso specifico considerevole, tanto da danneggiare decine e decine di automobili, frantumando parabrezza e carrozzeria. A centinaia le chiamate al 112 per richiesta d'intervento dei Vigili del Fuoco.

La supercella nel Mantovano - fonte ZenaStormChaser-2
La supercella nel Mantovano - fonte ZenaStormChaser

Cosa è successo nel Mantovano

Come riferisce Confagricoltura, è il terzo evento estremo in meno di un mese (ma mai era stato così forte). La parte sud/sud-ovest è stata quella più colpita: “Nelle zone di Sabbioneta e del Casalasco – si legge in una nota – sono caduti chicchi grandi come albicocche, che hanno messo a dura prove la colture in campo, a partire dal mais fino ad arrivare al pomodoro. Problemi anche nella zona di Gonzaga, dove chicchi grandi come pesche hanno devastato interi vitigni e hanno causato danni anche alle strutture, con alcune stalle che si sono trovate con vetrate letteralmente bucate”.

"Venti minuti di paura"

Tra Bondeno e Moglia c'è stata una tromba d'aria: “Anche in questo caso i primi rilievi parlano di gravi danni alle coltura e di edifici e tunnel per la coltivazione di orticole interamente scoperchiati”. Grandine e tanta pioggia anche nel Viadanese, a Revere e a Suzzara. Non si contano gli alberi caduti e sradicati dal vento: perfino in autostrada, sulla A22, con chiusura (per qualche ora) del casello di Pegognaga per la rimozione di una pianta finita in mezzo alla carreggiata. Per chi l'ha vissuta in prima persona, un pomeriggio da incubo: “Venti minuti di paura, sembrava la fine del mondo – si legge su Facebook – Grandine come palline da tennis, tutto distrutto. Pensavo di aver visto il peggio con il terremoto ma quello che è accaduto a Gonzaga è stato il finimondo”.

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