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Foto di repertorio

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Appalti pilotati, condannato l’ex sindaco di Malonno: “Ho agito per il bene della Valle”

Stefano Gelmi, ex primo cittadino di Malonno, è stato condannato a tre anni per turbativa d’asta, e assolto dall’accusa di corruzione. L’inchiesta riguardava la realizzazione di opere pubbliche per un milione di euro.

Condannato a tre anni e quattro mesi per turbativa d’asta, assolto dall’accusa - più pesante - di corruzione. Si è chiuso così il processo  a carico dell’ex sindaco di Malonno Stefano Gelmi, che venne arrestato al termine di un’inchiesta sugli appalti pilotati per la realizzazione di opere pubbliche per un milione di euro.

Secondo quanto appurato da carabinieri e Procura, l’ex primo cittadino del comune della Valle Camonica avrebbe favorito società camune nell’aggiudicazione degli appalti per la riqualificazione della sede del Comune, della viabilità del paese e della ristrutturazione della biblioteca. 

Tutti i lavori finiti al centro dell’indagine - condotta dai carabinieri di Breno e della Procura-  sono sono stati assegnati attraverso la Centrale Unica di committenza dell’Unione dei Comuni delle Alpi Orobie, costituitasi parte civile nel processo,  a cui è andata una provvisionale di 25 mila euro. 50 mila euro sono invece stati riconosciuti al Comune di Malonno.

Indagati e condannati (a due anni) anche diversi imprenditori che avrebbero partecipato agli appalti pilotati. Si tratta di:  Silvano Andreoli, Alberto Avanzini e Silvano Lanzetti. Mentre altri sei imprenditori -Andrea Cattaneo, Nicola Taddei, Michele Coatti, Daniele Carnazzola, Rocco Mastaglia - hanno patteggiato. Assolta Morena Piloni, funzionaria della Centrale unica di committenza dell'Unione dei Comuni, ente dal quale passò il bando pubblico per le opere da realizzare.

Gelmi ha sempre sostenuto di non aver mai avuto vantaggi personali, e la sentenza del giudice gli dà ragione, ma solamente di aver voluto favorire gli imprenditori e i lavoratori del posto.

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