Macello a Manerbio: anche SEL contro il progetto di Hamburger Pini

"L'eventuale parere positivo alla realizzazione deve essere, evidentemente, vincolato a tutte le garanzie necessarie in riferimento alla tutela ambientale e sanitaria"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

sel-2In riferimento alla richiesta della soc. Hamburger Pini relativa alla realizzazione, a Manerbio, del Macello e delle relative linee di trasformazione per la lavorazione della carne di suini, abbiamo, fin da subito, espresso le nostre perplessità.

Un progetto catapultato, con il beneplacito e l'entusiasmo dell'Amministrazione PDL - LEGA - FLI di Manerbio, Sindaco Meletti in testa, sul nostro territorio. senza tenere in alcun conto il fatto che andrebbe a posizionarsi su un'area non prevista dal vigente PGT come area produttiva.
L' area viene acquisita dalla società, che poi chiede la trasformazione d'uso della stessa.
Come minimo un metodo più che discutibile ed un percorso piuttosto "inusuale".

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Entrando più nel merito della questione non possiamo non considerare che l'azienda andrebbe ad inserirsi su un territorio molto fragile, già "provato" da insediamenti industriali/commerciali importanti e pesanti per l'ambiente, oltretutto in prossimità di aree che, con recenti varianti, vedrebbero possibile l'insediamento futuro di un polo logistico e di altre attività industriali.

Altra perplessità è legata alla scarsa trasparenza e scarsa informazione che fin qui ha accompagnato l'iter di un progetto che, per sua natura, per dimensioni e per le inevitabili ricadute dovrebbe, eventualmente, trovare il coinvolgimento anche dei comuni limitrofi a partire da Leno.

In questa fase, con le scarse informazioni fornite dall'Aministrazione Comunale, per quanto di sua competenza, e dalla Proprietà dell'azienda, non possiamo che far nostre le perplessità, i ragionamenti, le proposte espressi più volte dalla lista civica, Manerbio a Sinistra, prima in Commissione Consigliare Urbanistica / Territorio, poi in Consiglio Comunale:

    •    partiamo dalla convinzione che, indipendentemente dal "colore politico" delle varie amministrazioni, nella Bassa Bresciana e in particolare, per quanto ci riguarda, a Manerbio si è costruito e si continua a costruire troppo e male. In questi anni abbiamo assistito e assistiamo ad un assurdo consumo del bene territorio. Oltretutto, a oggi, non individuiamo, nell'impostazione delle politiche urbanistiche per il futuro, alcun segno di rinsavimento e di reale cambiamento di rotta.

E' chiaro quindi, che non possiamo esprimere parere positivo su insediamenti che non prefigurino una sorta di "pratica risarcitoria" o di "compensazione": ci vogliono privare di 100.000 mq? Allora l'Amministrazione, l'imprenditore, individuino altrettanta area che il PGT, o le successive varianti, hanno indicato come area destinate ad insediamenti produttivi e/o commerciali e la "restituiscano" all'uso agricolo.


    •    l'eventuale parere positivo alla realizzazione deve essere, evidentemente, vincolato a tutte le garanzie necessarie in riferimento alla tutela ambientale e sanitaria. Il tutto con un'attenta analisi delle ricadute non solo riferite alla singola realizzazione, ma considerando "l'effetto cumulativo" di tutte le realtà produttive industriali, agricole/zootecniche e infrastrutturali presenti in loco.

    •    l'eventuale realizzazione del macello non deve portare ad ampliamenti di allevamenti esistenti e, men che meno, a nuovi insediamenti sul territorio. Lo spandimento dei liquami deve essere vincolato al territorio del comune su cui insiste l'allevamento.

    •    deve esserci l'impegno dell'imprenditore a dare priorità, per quanto riguarda l'approvvigionamento della materia prima, agli allevamenti locali. Passo questo indispensabile per garantire la qualità del prodotto, la tracciabilità dello stesso e per creare una "filiera" in grado di dare garanzie al consumatore.

    •    occorre uscire dall'ambiguità e dalla girandola dei numeri per quanto concerne le possibili ricadute occupazionali. Abbiamo bisogno di risposte chiare e convincenti in merito alla quantità e, soprattutto, alla qualità di questi tanto sbandierati posti di lavoro.

    •    per quanto sopra, in considerazione del fatto che più figure possono e devono essere coinvolte, riteniamo indispensabile la creazione di una commissione ad hoc su questo tema. Commissione che veda la partecipazione delle Amministrazioni dei vari Comuni che potrebbero subire le ricadute di questo insediamento, delle realtà ambientaliste della zona, dei sindacati alimentaristi, dell'ASL, degli allevatori locali..... e che deve seguire passo passo l'evolvere della questione, intervenendo puntualmente e il cui parere dovrebbe indicare le linee guida a cui poi, tutti, ci si deve attenere.

SEL considera questa commissione fondamentale per qualsiasi ipotesi di "percorso partecipato" che porti alla decisione finale (qualunque essa sia). Senza di essa non si potrà certo parlare di partecipazione realmente democratica e pertanto, fin da ora, sarebbe da ritenersi scontato il NO di SEL - Manerbio alla realizzazione di quest'opera. 


Quanto sopra è la traccia su cui lavorerà il gruppo di studio e approfondimento sulla questione Macello, costituito dal Circolo SEL Manerbio e dal Coordinamento Provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà
 

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