Gardone Riviera, un lungolago tutto nuovo: «Il più bello del Garda»

La scorsa settimana l'assegnazione provvisoria dell'appalto per la realizzazione del restyling del lungolago di Gardone, dal Rimbalzello fino al Grand Hotel. Un progetto che riaccende le polemiche (mai sopite) dell'estate 2012

La verità sta nel mezzo, suggeriscono antiche memorie, certo è difficile trovare un punto d’incontro quando le due opinioni che si contrappongono sono davvero opposte. Eppure a Gardone Riviera è proprio così, e soltanto provare a chiedere un parere sul lungolago significa spesso imbattersi in acerrimi contrari o in entusiasti sostenitori: e non è un problema solo di ‘vecchia guardia’ o di nuove generazioni, di turisti di passaggio o di appassionati frequentatori della cittadina gardesana. “Sarà il lungolago più bello del Garda – ha detto il sindaco Cipani – e cercheremo di fare il prima possibile, per tutelare al massimo gli interessi degli operatori turistici”.

La scorsa settimana è stato infatti provvisoriamente assegnato l’appalto per il restyling che partirà dal Rimbalzello e fino all’altezza del Grand Hotel, con grande interesse per quello che potrà diventare la Piazza Marconi, un intervento non da poco che prevede pure la piantumazione di un bel filare di palme e la decisa trasformazione urbana di quello che è un vecchio ma storico muretto a due passi dal lago, e spazio a sedute e più comode panchine, oltre a una lunga scalinata. A effettuare il non facile intervento la CoSPeF di Genova, per un totale di circa 1,6 milioni di euro ai quali però non contribuirà assolutamente il Comune, la cosa se la risolvono il Consorzio del demanio e la Società Villa Eden.

Lavori operativi in tempi brevi, già si son fatte le previsioni: entro la prima parte del 2013 piazza Marconi e affini in completamento, la pausa di primavera ed estate e di nuovo via ai lavori, per chiudere il tutto entro i primissimi mesi del 2014. In piena estate trascorsa, tra turisti e caldo, in molti avevano definito il progetto CoSPeF, firmato dall’architetto e paesaggista Paolo Burgi, come “il lungolago delle polemiche”, “una vera follia”, “un’opera demagogica e che non serve a niente”, quasi un attentato “all’immagine retrò di un paese cresciuto tra la fine dell’800 e gli inizi del 900”.

Eccolo qua il dualismo di cui parlavamo all’inizio. Perché in opposto, soprattutto ora che il progetto pare avviarsi, richiamano alla memoria le promesse elettorali (che a dir poco sancivano il nuovo lungolago) e crescono quelli che si dicono “entusiasti all’idea, perché il lungolago ormai era proprio invecchiato”. Vecchia guardia o nuove generazioni, ognuno in fondo la pensa come vuole.

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