Ai domiciliari in ospedale l’uxoricida di Lumezzane

All'interrogatorio di convalida dell'arresto si è avvalso della facoltà di non rispondere. L'arresto è comunque stato convalidati ai domiciliari, in una stanza dell'ospedale Civile di Brescia

Carabinieri sul luogo del delitto (foto di repertorio)

LUMEZZANE - È ancora sotto choc, Bruno Caprioli, il 76enne di Lumezzane accusato dell’omicidio della moglie 70enne Natalina Badini.

Tanto sotto choc da non essere in grado di rispondere alle domande sulla dinamica della vicenda di mercoledì mattina. Pertanto, Bruno Capriolo, nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La moglie era malata da anni, e Bruno Caprioli l’aveva accudita regolarmente con dedizione. Ma negli ultimi tempi la situazione era diventata insostenibile, anche a causa della depressione che aveva colpito Bruno Caprioli.

eDopo aver ucciso la moglie, Caprioli ha tentato il suicidio ma è stato salvato dai medici. A Canton Mombello ha accusato un nuovo malore e quindi ora è ricoverato in ospedale.

Il Giudice ha convalidato l’arresto disponendo i domiciliari in ospedale, dove Caprioli resterà finché non sarà individuata una struttura in grado di accoglierlo e curarlo.

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