Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Ha perso il lavoro, la Locale lo multa perchè chiede l'elemosina

Luigi, bresciano di 54 anni, è rimasto senza un lavoro un anno fa. Da allora per mantenersi chiede l’elemosina nel piazzale dell’ospedale Civile. Martedì è stato multato dalla Polizia locale

BRESCIA. Per la Legge italiana chiedere l’elemosina non è un reato da quando, nel 1995, la Corte Costituzionale ha fatto cadere la norma del codice penale che puniva con l’arresto sino a tre mesi "chiunque mendica in luogo pubblico o aperto al pubblico”. 

Tuttavia, molti sindaci hanno ugualmente deciso di punire l'accattonaggio come violazione amministrativa. A Brescia tale norma è stata introdotta nel 2002, sindaco Paolo Corsini. L'articolo 7, lettera L, del regolamento di Polizia Urbana afferma che “è vietato effettuare qualsiasi forma di accattonaggio molesto o che causi intralcio o pericolo alla circolazione veicolare o pedonale; e in ogni caso è vietato l'accattonaggio nei pressi dei luoghi destinati alla memoria dei defunti, agli ospedali“.

Polizia multa una mendicate,
cerca di difenderla e viene denunciato

Una “colpa” punita con una sanzione da 130 euro, come quella che Luigi, 54enne bresciano disoccupato, si è visto recapitare martedì 20 ottobre: Ero al mio solito posto, sotto il porticato che c’è davanti all’ospedale Civile - racconta - quando sono arrivati due vigili, si sono fermati e mi hanno fatto la multa perché chiedevo l’elemosina. Io ho provato a spiegargli che chiedere le monetine non è più reato e che non possono darmi la multa, anche perché non do fastidio a nessuno: non fermo e nemmeno molesto le persone per chiedergli dei soldi, me ne sto zitto ed immobile, affidando la mia richiesta d’aiuto al cartello che tengo tra le mani”.

Una multa che Luigi non ha alcuna intenzione di pagare, come quelle che ha già accumulato: “La Locale fa la guerra ai poveri - continua - a chi cerca di sopravvivere con qualche monetina donata dalle persone di cuore. È assurdo che il Comune voglia fare cassa sanzionando i poveri, ci vogliono far morire di fame e di freddo."  

Se potesse pagarsi un avvocato, Luigi potrebbe fare ricorso al Tar e vincere la sua battaglia. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 115 del 2011, ha infatti ritenuto costituzionalmente illegittima la norma che, a partire dal 2008, consentiva al sindaco, quale ufficiale del Governo, di adottare ordinanze, anche non contingibili e urgenti, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli per la sicurezza urbana. Alla luce di ciò, quindi, non dovrebbe più essere considerato legittimo l'articolo che vieta l'accattonaggio. In tal materia il Tar di Brescia si è già espresso nel 2010, sospendendo l’ordinanza contro l’accattonaggio firmata dal sindaco di Crema, su ricorso presentato dalla locale comunità intitolata a “Papa Giovanni XXIII”, fondata nel 1968 da don Oreste Benzi per contrastare emarginazione e povertà.

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