Un bresciano nell'abisso più profondo: 1358 metri sotto terra

L'avventura indimenticabile di Luca Pedrali, bresciano di Chiari: immerso nelle profondità dell'abisso Roversi, sotto le Alpi Apuane della Toscana. Record italiano a oltre 1350 metri di profondità

Luca Pedrali e la moglie Nadia

Il bresciano Luca Pedrali entra di diritto nella storia della speleologia italiana e non solo. Meno di 48 ore fa ha infatti raggiunto l’abisso più profondo che l’Italia ricordi: 1358 metri di profondità, nelle grotte sotterranee che circondano Minucciano, in provincia di Lucca, sotto le Alpi Apuane.

Con lui un gruppo di circa una ventina di speleologi, tra cui l’inseparabile compagna d’avventura, la moglie Nadia Bocchi. Un’escursione lunga tre giorni, un weekend intero, con un doppio campo base allestito addirittura ad un migliaio di metri di profondità.

Esploratori in azione per raggiungere il ‘fondo’ dell’abisso Roversi, mai toccato prima d’ora. Un’impresa coraggiosa, e non senza ostacoli: l’ultimo tratto, il più profondo e il più difficile, ha costretto Pedrali ad una difficoltosa immersione, con muta da sub, pinne e bombola d’ossigeno.

Ma niente è impossibile per il Pedrali di Chiari. Che dopo aver tentato un primo assalto circa un mese fa, non si è arreso. Ha voluto rituffarsi nell’ignoto, superare i propri limiti, compiere finalmente la sua grande impresa.

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