Cronaca

Ragazzo suicida, gli amici sotto shock: “Allegro e solare, siamo increduli”

Lo sgomento e lo choc di Claudio, titolare della birreria Mister X dove Luca è passato poche ore prima del drammatico gesto

Luca Mongodi

ADRO. Luca Mongodi era l’anima della birreria Mister X. Il suo entusiasmo era contagioso, quasi travolgente, come la sua goliardia. Con le sue battute intratteneva gli amici e gli altri clienti del locale dove ha trascorso tutte le sue serate libere. A due giorni dalla scomparsa del 29enne - che secondo gli inquirenti si sarebbe lanciato dal cavalcavia che sovrasta l’autostrada A4 a Cazzago San Martino - nel grande bar di via Provinciale non c’è più spazio per i sorrisi. Claudio, il titolare, è sotto shock e stenta a credere che Luca si sia tolto la vita. 

“L’ho visto poche ore prima della tragedia - ci racconta -, erano circa le 19 di sabato ed è passato dal locale per salutarmi: era molto felice, come sempre. Abbiamo fatto due chiacchiere e poi se n’è andato, mi ha detto che andava in palestra e che sarebbe tornato più tardi.”

Ma Luca non ha più riaperto le grosse porte d’ingresso di ferro battuto del locale. Ha preso l’auto, una fiat 500, e si è fermato sul cavalcavia di Cazzago. A quel punto si sarebbe arrampicato sul parapetto buttandosi poi di sotto. Subito dopo l’impatto è stato travolto da una Golf con a bordo 5 ventenni (lievemente feriti), che a sua volta ha tamponato una Volvo. A supportare la tesi del suicidio è il sangue ritrovato dagli inquirenti nella 500: prima di lanciarsi nel vuoto avrebbe provato a togliersi la vita in altro modo.

Un’ipotesi alla quale gli amici fanno fatica a credere: “Luca era un ragazzo allegro, divertente, simpatico - dice Roberto -  non aveva nessun problema, non riesco proprio a capire perché ha compiuto un gesto così drammatico.”

Come a voler fornire la prova della solarità contagiosa del 29enne, il titolare della birreria estrae lo smartphone e ci fa vedere un video. Il suo locale è pieno, c’è un concerto - tributo agli 883 e Luca sale sul palco, abbraccia il cantante e si mette a cantare con lui. “Vedete - ci dice Claudio - era l’anima della sua compagnia e di questo locale, era proprio un trascinatore e aveva la battuta sempre pronta. È difficile immaginare cosa l’abbia spinto a togliersi la vita. Non aveva problemi in famiglia e neanche sul lavoro, anzi lavorava anche 12 ore al giorno”

Luca era un ragazzo per bene, educato, gentile e allegro ripetono in coro amici e conoscenti, lavorava in un’azienda di pellet ed abitava con i genitori: papà Carlo e mamma Giovanna. Le indagini della squadra Mobile della Questura vanno avanti. In giornata dovrebbero arrivare gli esiti degli accertamenti medico-legali,  poi saranno fissati i funerali. 

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