Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Traffico illecito di rifiuti e roghi tossici: arrestato un imprenditore di Sabbio Chiese

Secondo l'accusa si sarebbe occupato del trasporto delle quattro tonnellate di rifiuti stoccate illegalmente in un capannone del pavese, poi dato alle fiamme

Foto d'archivio

Secondo quanto emerso, l'attività dei sei uomini era rodata e ripetuta, ma non connessa con altri roghi di rifiuti che, ad un certo punto, hanno dato alla provincia di Pavia il soprannome di "Terra dei fuochi" lombarda, e nemmeno connessa (per quel che risulta fin qui) con la criminalità organizzata.

Le indagini dei carabinieri sono scattate a settembre del 2017: i militari si sono insospettiti notando i movimenti di un camion nel piccolo centro pavese. Così, insieme ai carabinieri forestali, sono stati avviati i monitoraggi con telecamere e intercettazioni fino ad avere un quadro chiaro della situazione nel capannone e di chi vi gravitasse. Poi, a dicembre, l'attività si è praticamente interrotta, segno che la struttura fosse già piena. La situazione pareva simile ad altre già viste nella bassa lombarda: il capannone "esaurito" viene abbandonato in attesa che, dopo qualche tempo, qualcuno scopra i rifiuti all'interno. Le persone erano state tutte individuate e la procura aveva disposto l'interruzione delle operazioni di monitoraggio.

Come un fulmine a ciel sereno, il 3 gennaio è scoppiato l'incendio, con 1.900 tonnellate di rifiuti in fiamme e l'invito a restare in casa da parte del sindaco ("non si sa che cosa sta bruciando"). Erano per la maggior parte materie plastiche, ma anche parte della struttura stessa ha preso fuoco. Le indagini sono state rapidamente riavviate e, il 10 gennaio, sono state effettuate diverse perquisizioni in aziende del Bresciano. Luca Liloni, 34enne imprenditore di Montichiari, era il principale "bersaglio".

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