Traffico illecito di rifiuti e roghi tossici: arrestato un imprenditore di Sabbio Chiese

Secondo l'accusa si sarebbe occupato del trasporto delle quattro tonnellate di rifiuti stoccate illegalmente in un capannone del pavese, poi dato alle fiamme

Foto d'archivio

Anche il nome di un imprenditore di Sabbio Chiese è finito nell'inchiesta dei carabinieri di Pavia che ha individuato un'organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti: quasi 2 mila tonnellate di immondizia stipate in un capannone di Corteleona, nel Pavese, che una volta saturo è stato incendiato.

In manette è finito Luca Liloni, amministratore unico della società 3L trasporti, azienda che, secondo gli inquirenti, portava materialmente i rifiuti al capannone del Pavese. Per il 34enne si sono aperte le porte del carcere, così come per il 40enne lecchese Riccardo Minerba, ritenuto la 'mente' del gruppo, e per gli autori materiali dell'incendio avvenuto lo scorso 3 gennaio: il 50enne Vincenzo Divino e il 42enne romeno Stefan Daniel Miere, unico straniero del gruppo.

Ai domiciliari sono invece finiti due imprenditori, titolari di altrettanti centri di raccolta e smistamento rifiuti, che avevano scelto di smaltire gli scarti evitando di pagare gli (alti) costi delle discariche lecite, 150 euro a tonnellata, e la tassa regionale, 10 euro a tonnellata: il 53enne milanese Alessandro Del Gaizo (sua la Corsico Rottami) e il 41enne comasco Santino Pettinato (sua la Ecogroup di Settimo Milanese).

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Minerba, Liloni, Del Gaizo e Pettinato sono indagati per smaltimento illecito di rifiuti (art. 452-quaterdecies del Codice Penale) e gestione rifiuti non autorizzata (art. 256 del Codice dell'Ambiente). Minerba, Divino e Miere per combustione illecita di rifiuti (art. 256 bis del Codice dell'Ambiente). 

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