Ospitaletto, nel Parco di Lovernato due tralicci di 35 metri ciascuno

Spuntati come funghi, realizzati in tempi brevissimi, due tralicci in mezzo al Parco di Lovernato, una delle poche aree verdi rimaste sul territorio di Ospitaletto. I cittadini indignati: "Ci hanno scippato, non ci arrendiamo"

Un doppio albero d’acciaio, due tralicci alti 35 metri ciascuno e proprio nel mezzo del Parco di Lovernato a Ospitaletto, a due passi dall’area giochi per bambini e alla minima distanza di sicurezza dalla muraglia del vecchio Borgo, e dalla storica Chiesa di Santa Maria datata 1400 e unico sito della zona inserito nel piano paesaggistico della Lombardia. Tutto in fretta e furia, dal 20 luglio in cui Terna e i direttori dei lavori del progetto BREBEMI acquisiscono in via definitiva il decreto di presa del possesso parco, conseguenza di una delibera comunale di almeno un paio di anni fa che a detta dei cittadini ha però considerato "solo i tracciati primari, e non gli impatti e le conseguenze delle opere secondarie".

Il commissario prefettizio, l’attuale reggente comunale, non ha potuto fare grande opposizione, né dal punto di vista giuridico né da quello umano, a fronte di una possibile penale di 100mila euro per ogni giorni di ritardo nei lavori. Un anticipo in realtà era arrivato già qualche settimana prima, con l’allarme della famiglia Corioni prima (a cui hanno costruito nei terreni di proprietà) e di Legambiente e del Comitato Salute Ambiente poi: niente da fare, il progetto BREBEMI di certo non si ferma, e lo spostamento e adeguamento della linea elettrica è cosa necessaria.

Alcuni cittadini hanno raccolto le firme, altri si sono presentati in municipio e negli uffici comunali. Altri ancora hanno fondato “un gruppo di pressione civica” chiamato CivicaMente, “lontano dalle beghe politiche” e primo gruppo attivo nella battaglia dei tralicci. “Un blitz di ferragosto – ci racconta Daniele Pigoli, portavoce del movimento assieme a Annalisa Ardesi – e come vandali e unni hanno devastato il parco senza guardare in faccia a nessuno, hanno sdraticato gli alberi, hanno distrutto tavoli e panchine, hanno occupato l’area dei giochi per i bambini. Due giganteschi alberi d’acciaio a meno di 30 metri dalla muraglia del Borgo e della chiesa che ora sovrastano il sito, lo hanno reso orribile”.

Il parco resterà chiuso fino alla fine dei lavori, e probabilmente anche dopo: “Il parco non ci sarà mai più, l’unica area verde consistente in un paese dove al cemento viene aggiunto altro cemento. Spazi per un nuovo parco non ce ne sono, ci hanno letteralmente scippato, parlando di un servizio pubblico che invece non c’è più. E hanno lavorato con una rapidità impressionante, e il dubbio si insinua. Le opere pubbliche di solito sono molto lunghe, quando si vuole invece.. Sono intervenuti di punto in bianco, e guarda caso nel momento in cui i cittadini sono meno attenti, nel momento in cui sono meno attenti anche i soggetti che possono effettuare controlli di fronte al fatto compiuto, vedi uffici comunali, vedi la Soprintendenza. Altro sospetto, e forse non casuale, è che Ospitaletto è ancora commissariata e manca di una vera struttura politica”.


I cittadini di CivicaMente hanno già inviato un esposto con tanto di lettera alla Soprintendenza, chiedendo un incontro in tempi rapidissimi a cui dovrebbe seguire un incontro diretto con il Procuratore. “Anche se le nostre sono considerazioni condivise, formalmente è difficile reagire. Non credo che siano stati così sprovveduti da agire senza copertura legislativa, ma noi abbiamo un’altra strada, un piccolo barlume di speranza: la valenza architettonica del luogo. A Lovernato ebbe origine l’antica comunità di Ospitaletto, ci sono tracce dell’807 d.C., e pure reperti di età romana. Per questo ci siamo rivolti alla Soprintendenza, il cui ufficio locale ha il dovere di tutelare il paesaggio e i beni archeologici e architettonici, un dovere d’ufficio, un atto dovuto”.

Chiaro che non è facile, sottolinea Pigoli, “quando di fronte hai soggetti così potenti, e interessi così importanti”. Ma potrebbe essere la stessa delibera del CIPE (93/2005) a mettere in discussione il doppio traliccio, una delibera secondo cui vanno tenuti legati i progetti complanari come la TAV, “per ottimizzare il costo complessivo”, con una serie di “prescrizioni e raccomandazioni”, alcune delle quali “da rispettare in maniera vincolante”. E c’è un passo specifico che parla di Ospitaletto e Lovernato, una revisione progettuale “che possa favorire l’ottimale inserimento dell’opera rispetto alla situazione paesaggistica”. Un passo che si riferisce anche alle opere secondarie, anche ai tralicci, “con la stessa logica e lo stesso vincolo di esecuzione”.

Sembra quasi che “il progetto sia stato fatto solo sulla carta”, ancora Pigoli, “senza sopralluoghi né valutazioni, per evitare una cosa che era pienamente evitabile”. Infatti si sarebbe potuto “allungare o accorciare i differenziali recuperabili tra linee elettriche e tralicci, evitando di incidere così pesantemente sul Parco e sul territorio”. Un po’ come per le opere primarie, BREBEMI e TAV, con modifiche progettuali in corsa per rispettare le peculiarità non solo architettoniche del luogo. Intanto in paese le voci corrono, le perlustrazioni si susseguono: “Sai che ti hanno rubato il parco? Sai che non lo rivedrai mai più?”.

“Non si può andare avanti così – conclude Pigoli – Tagliare le radici degli alberi è stato come tagliare le nostre radici storiche, in un paese dove i fili d’erba bisogna cercarli con la lente d’ingrandimento, un paese densamente popolato ma che ha ancora i servizi pubblici dei primi anni ’90, un paese assediato dalla A4, dalla Corda Molle, dalle industrie siderurgiche e dalle ferriere. Siamo stufi ma determinati, stufi di subire e di tacere, non ne possiamo davvero più. Non dimentichiamoci di chi è più giovane di noi, il mondo che viviamo ce l’hanno prestato i nostri figli e i nostri nipoti. E non possiamo restituirglielo pieno di crepe, scippato del loro futuro”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Palpeggia e molesta due ragazzine: pestato a sangue nel parcheggio

  • Arrivano una Smart e una Fiat 500, poi lo scambio di droga: arrestato cantante

  • Ragazzo morto tra le braccia delle fidanzata: i risultati dell'autopsia

  • Morto l'imprenditore Renato Martinelli: ucciso in tre mesi dalla malattia

  • Violenta scossa in azienda, folgorato operaio: portato con ustioni al Civile

  • In arrivo due nuovi autovelox: limite abbassato dai 90 ai 70 chilometri orari

Torna su
BresciaToday è in caricamento