Tav, sequestrati 8.500 mq di terreni: "Indagini per smaltimento illecito di rifiuti"

Secondo blitz dei carabinieri Forestali all'ex cava Vezzola di Lonato: un nuovo sequestro blocca l'utilizzo di altri 8.500 metri quadri di terreni

Il primo sequestro alla Cava Vezzola © Bresciatoday.it

Quasi due ettari di terreno posti sotto sequestro dai carabinieri Forestali all'ex cava Vezzola di Lonato: l'area fa parte della previsione urbanistica per il futuro “polo logistico” dei cantieri della Tav (l'Alta Velocità) sul Basso Garda. Lo scrive Bresciaoggi: proprio in queste ore, oltre ai 10mila metri quadrati già sequestrati un mese e una settimana fa, i Forestali hanno posto i sigilli anche ad un'area di altri 8.500 metri quadrati.

Il sopralluogo dei militari è di pochi giorni fa, nell'ex cava che comunque dal 10 settembre scorso era sotto i riflettori: il sequestro segue la “linea” del primo blitz, con sigilli ad un'area contigua a quella già sequestrata. Si tratterebbe di una zona un tempo umida, con dei laghetti, che sarebbe stata riempita con materiale non idoneo. Anche in questo caso si tratterebbe di rifiuti inerti, in particolare scarti e residui di lavorazioni edilizie.

Le indagini

Non si conoscono ancora i dettagli della seconda operazione, se non che fa tutto parte di un'indagine coordinata dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani. Il 10 settembre scorso i Forestali di Salò avevano ipotizzato uno smaltimento illecito di rifiuti, “posto in essere dalla società – si leggeva in una nota – ma celato dietro un intervento di risanamento ambientale, regolarmente autorizzato, per la realizzazione di un piazzale ad uso commerciale di una porzione del laghetto di cava da tempo non più operativo”.

Insomma il riempimento dello specchio d'acqua, secondo le autorizzazioni concesse, doveva essere realizzato con terre e rocce da scavo regolarmente certificate. E invece i Forestali (con il supporto di Arpa) a seguito di sondaggi e prelievi “confermavano le ipotesi investigative portando alla luce rifiuti provenienti da demolizioni edili (blocchi di cemento, asfalto e ferro) frammisti alle terre e rocce da scavo”.

Già un mese fa il legale rappresentante dell'azienda era stato denunciato per realizzazione e gestione di discarica abusiva. Erano stati annunciati ulteriori approfondimenti: “Al momento sono in corso analisi per verificare l'eventuale pericolosità dei rifiuti rinvenuti”. Adesso è arrivato anche il secondo sequestro.

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