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Cronaca

Imprenditore colluso con la mafia: sequestrati soldi, auto e case per 6,5 milioni di euro

Sono stati confiscati beni dal valore di 6,5 milioni di euro

E' stato emesso dal tribunale di Caltanissetta un provvedimento di confisca definitiva di beni, per un totale di 6,5 milioni di euro, nei confronti di Rosario Marchese, professionista e imprenditore residente a Lonato, ma originario di Caltagirone. Attualmente detenuto presso il carcere di Marassi di Genova, Marchese è accusato di reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, considerato contiguo ai clan di Cosa Nostra del Gelese. 

I primi accertamenti risalgono al 2018: le indagini hanno messo in luce i numerosi incrementi di ricchezza considerati “anomali”, il tenore di vita elevato e in particolar modo le numerose società avviate nel Nord Italia tutte direttamente collegate a lui. Nel luglio 2020 era stata disposta la confisca di circa15 milioni di euro: ad oggi, il provvedimento è diventato definitivo con una richiesta inferiore a quanto disposto inizialmente, pari a 6,5 milioni di euro. 

In definitiva sono stati confiscati beni ubicati nelle province di Brescia, Bergamo, Caltanissetta, Milano, Roma, Torino e Verona e riguardano 2 ditte individuali, 10 società, una quota societaria pari al 60% del capitale sociale, 5 fabbricati a Lonato, 4 automobili, 32 rapporti bancari (postali e assicurativi) e un'opera pittorica di elevato valore artistico, "Flora, Sileno e Zefiro" del maestro fiammingo Jacob Joardaens.

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