Coronavirus, Lombardia 'blindata": scuole chiuse, bar e locali off limits dalle 18

Ecco l'ordinanza emanata domenica mattina da regione Lombardia. Tutti i dettagli

Foto d'archivio

Niente scuola, niente eventi, niente manifestazioni pubbliche. Regione Lombardia si "blinda" per rispondere all'emergenza Coronavirus, il nuovo virus che ha già causato 112 contagi - ultimo dato ufficiale di domenica pomeriggio - e due vittime, una donna di 77 anni morta nel Lodigiano e un'anziana morta a Crema.

Dopo l'annuncio della chiusura di tutte le scuole, il Pirellone ha predisposto un'ordinanza particolarmente "stringente", firmata dal presidente Attilio Fontana di concerto con il ministro della salute Roberto Speranza, che è valida per tutto il territorio lombardo e dispone la "chiusura di tutte le scuole e i luoghi di aggregazione". 

Al momento, invece, non risultano provvedimenti per i mezzi pubblici cittadini e regionali e per gli uffici pubblici. "L'obbiettivo - ha chiarito il governatore - è il massimo contenimento, per identificare i possibili nuovi casi e prevenire il propagarsi del virus".

A Brescia "zona gialla"

"Abbiamo concordato col governo i provvedimenti che abbiamo deciso di assumere - ha spiegato domenica pomeriggio in conferenza stampa il governatore Attilio Fontana -. Esistono due zone: una zona dove il contagio è più diffuso, dove si è scatenato il tutto, che definiremo zona rossa. Lì il provvedimento della presidenza del consiglio è andato nella direzione di impedire l'accesso e l'allontanamento dalla zona, per blindare il territorio perché abbiamo accertato che tutti coloro che sono stati contagiati, o gran parte, hanno avuto rapporti con quella zona".

"Poi - ha proseguito Fontana - esiste un secondo provvedimento che si riferisce alla residua parte della regione, che viene chiamata zona gialla. Vengono posti dei divieti per impedire che si verifichino situazioni dove il contagio potrebbe diffondersi più facilmente, quindi manifestazioni pubbliche, sportive o locali con grandi afflussi".

Chiusi i bar dalle 18 e le discoteche

Per questo - ha annunciato l'assessore al Welfare, Giulio Gallera - "abbiamo disposto la chiusura dalle ore 18 dei luoghi culturali di svago, quindi - su tutti - discoteche e pub".

“Per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati - si legge nell’ordinanza - é disposta la chiusura nelle giornate di sabato e domenica, con eccezione dei punti di vendita di generi alimentari”.

"Siamo nella fase in cui proviamo a contenere e arginare la diffusione del virus. Un decreto del presidente del consiglio ha raccolto le indicazioni della regione per individuare zone rosse, in cui vengono bloccate tutte le attività perché sono dei focolai, uno in Veneto e uno nel Basso Lodigiano. Vi sono poi - ha chiarito l'assessore - altre misure che hanno come obiettivo quello di ridurre per un periodo limitato di tempo - 7 giorni eventualmente prorogabili a 14 - le occasioni con gli assembramenti affinché ci sia possibilità di contenere. Non siamo in una situazione di pandemia, ma - ha concluso Gallera - è bene evitare gli assembramenti". 

Mezzi pubblici e uffici pubblici, hanno garantito dal Pirellone, restano pienamente in funzione, così come restano aperti i negozi perché - ha evidenziato Fontana - "oggi come oggi riteniamo non sia necessario chiudere i negozi e crediamo che non si arriverà a prendere in considerazione questa ipotesi".

Ecco il testo completo dell'ordinanza: 

Fatto salvo quanto già disposto con le norme e le ordinanze sopra indicate per i Comuni di Codogno, Castiglione D’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano, per il restante territorio della Regione Lombardia valgono le disposizioni contenute alle lettere c), d), e), f) ed i) dell’articolo 1, comma 2 del decreto legge 22 febbraio 2020, n. 6 ovvero:

c) la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;

d)​chiusura dei nidi, dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani a esclusione di specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza;
e) ​sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei, dei cinema e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti e luoghi;

f) sospensione di ogni viaggio d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia estero;

i) ​previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Lombardia da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;

Per quanto riguarda il punto g) (sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità), l’applicazione si riferisce solo alle procedure concorsuali; verranno individuate disposizioni speciali con successivo apposito provvedimento regionale per i servizi di front office e per la regolamentazione di riunioni / assembramenti.

Per quanto riguarda il punto h) (applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva fra gli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva, per il personale sanitario e dei servizi essenziali), verranno individuate disposizioni speciali con successivo apposito provvedimento regionale.

Per quanto riguarda il punto j) (chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, 146, ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità), le chiusure delle attività commerciali sono disposte in questi termini:
- bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico sono chiusi dalle ore 18.00 alle ore 6.00; verranno definite misure per evitare assembramenti in tali locali;
- per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati è disposta la chiusura nelle giornate di sabato e domenica, con eccezione dei punti di vendita di generi alimentari;
- per le manifestazioni fieristiche, si dispone la chiusura.
Per quanto riguarda il punto k), si invitano gli esercenti ad assicurare idonee misure di cautela.

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Il Presidente della Regione Lombardia, sentito il Ministro della Salute, può modificare le disposizioni di cui alla presente ordinanza in ragione dell’evoluzione epidemiologica.
La presente ordinanza ha validità immediata e fino a domenica 1 marzo 2020 compreso, fatte salve eventuali e ulteriori successive disposizioni.

 

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