Lombardia, gli inceneritori saranno smantellati: più differenziata

E' quanto previsto da una risoluzione del Consiglio regionale lombardo, approvata martedì all'unanimità. Il testo nasce dall'unione di due distinte proposte, una del Pd e l'altra del M5S

L'inceneritore di Brescia © Giovanni Pizzocolo

Smantellare progressivamente i 13 inceneritori di rifiuti in Lombardia, a cominciare da quelli meno efficienti dal punto di vista ambientale. È questo l'orientamento dato da una risoluzione che il Consiglio regionale lombardo ha approvato martedì all'unanimità, contenente alcune indicazioni per il Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr), che al momento è in fase di valutazione pubblica e che la giunta prevede di approvare entro l'inizio del 2014.

I motivi per cui si ritiene opportuno dismettere gli impianti sono due: l'aumento della raccolta differenziata e la previsione di dimezzamento nella produzione di rifiuti della regione. Infatti, se nel 2011 quest'ultima è stata di 2 milioni e 521 mila tonnellate, nel 2020 dovrebbe calare a 1 milione e 112 mila tonnellate.

Nel testo, inoltre, si chiede alla giunta Maroni di interpellare il ministero dell'Ambiente per rivedere il disegno di legge sulle disposizioni per il contenimento dell'uso eccessivo delle risorse naturali, per evitare che gli inceneritori in via di dismissione lombardi siano utilizzati per smaltire i rifiuti del resto d'Italia, come potrebbe accadere. I consiglieri lombardi hanno anche proposto di offrire incentivi per Comuni e Province virtuosi in tema di raccolta differenziata.

Il documento, già passato con il voto favorevole della commissione consiliare Ambiente, nasce dall'unione di due distinte proposte, una del Pd e l'altra del M5S ed è stato presentato in aula dal relatore Luca Marsico (Fi) e presidente della stessa commissione.

Marsico ha chiarito che "ovviamente la dismissione degli impianti sarà graduale ma nel frattempo si garantirà la manutenzione sia ordinaria che straordinaria". Nella serata di ieri, l'assessore regionale all'Ambiente Claudia Maria Terzi ha dichiarato in una nota di "condividere in toto" il testo del Consiglio e ha spiegato: "Il nuovo Prgr, i cui contenuti sono già stati esposti ai consiglieri, parla chiaro sul futuro dei termovalorizzatori; non c'è bisogno di nuovi impianti, mentre quelli esistenti, grazie all'aumento della raccolta differenziata e alla minore produzione di rifiuti, in futuro potranno gradualmente essere dismessi".

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