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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Caccia: la Regione boccia la deroga per le specie «protette»

Il Consiglio regionale, durante la discussione del progetto di legge sulla caccia, ha approvato due pregiudiziali poste da Idv e Sel che comportano la "non trattazione" del provvedimento

Quest'anno non sarà possibile, in Lombardia, cacciare durante la stagione venatoria specie 'protette' come lo storno, il fringuello, la peppola, la pispola e il frosone.

Sono state approvate infatti durante la discussione in Consiglio regionale del progetto di legge sulla caccia - che affidava alle province la delega sull'attivazione delle deroghe - due pregiudiziali poste da Idv e Sel che comportano la "non trattazione" del provvedimento "ponendo termine ad una ennesima gravissima forzatura interpretativa della normativa comunitaria e nazionale". Le pregiudiziali, a voto segreto, sono state approvate con 42 voti favorevoli, 28 contrari e tre astenuti.

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Alcuni consiglieri di maggioranza - presumibilmente del Pdl - hanno votato quindi con l'opposizione. Al centro delle questioni pregiudiziali un provvedimento "contrastante con le direttive comunitarie così da provocare l'apertura di procedure di infrazione".

Un progetto di legge sulla caccia in deroga potrebbe essere potenzialmente riformulato e presentato in commissione, ma l'iter non potrebbe concludersi in tempo per consentire l'applicazione durante la stagione venatoria.

Hanno assistito alla discussione in Aula del progetto di legge sulla caccia anche alcuni sindaci di comuni bresciani, portavoce della nostra tradizione venatoria. Mentre fuori dal Pirellone si sono riunite in presidio alcune associazioni lombarde, per chiedere le "dimissioni di Formigoni e dei consiglieri regionali eletti con i voti dei cacciatori". Soddisfatta, per la bocciatura della caccia in deroga, l'opposizione.

"E' stata ripristinata la legalità grazie anche alla spaccatura all'interno della maggioranza - ha spiegato il capogruppo di Sel Chiara Cremonesi - evitando le ennesime sanzioni che pendono sulla testa dei cittadini". Per Fabrizio Santantonio (Pd) "é grave il fatto che l'Aula volesse legiferare operando consapevolmente al di fuori dell'ordinamento comunitario e nazionale".

Mentre secondo Gabriele Sola (Idv) "l'Unione Europea non tollera la caccia in deroga e, quest'anno, si è evitata l'ennesima figuraccia rischiando di pagare milioni di euro per dare a una minoranza la possibilità di praticare il proprio hobby".

Il voto sul provvedimento, che negli anni scorsi ha provocato sanzioni alla Regione Lombardia da parte dell'Unione Europea, ha diviso la maggioranza anche in seguito alla presa di posizione del governatore Roberto Formigoni contro il sistema della caccia in deroga.

"La nostra è la difesa di una tradizione plurisecolare che fa parte del tessuto sociale di alcune valli lombarde", ha spiegato il consigliere regionale della Lega Nord Alessandro Marelli, firmatario del progetto di legge sulla caccia in deroga abbinato a un testo presentato dall'Udc.

"Si colmava un vuoto nella normativa nazionale - ha proseguito - permettendo ai cittadini di praticare nella legalità l'attività venatoria ed evitando il bracconaggio". Secondo il presidente della commissione Agricoltura Mauro Parolini (Pdl), "la norma è pienamente legittima anche rispetto alla direttiva europea e alle interpretazioni della direttiva".
 

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