Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

6.000 metri cubi di cemento sommergono gli ulivi e l’antica chiesa

A Limone sul Garda tutto pronto per la tanto contestata lottizzazione di San Pietro in Oliveto: 17 villette da 350 metri cubi ciascuna e che andranno ad affiancarsi ad una chiesa vecchia di 1200 anni, in mezzo agli ulivi gardesani

Il santuario di San Pietro

Limone sul Garda, oliveto di San Pietro. Sono passati due anni, ne sono cambiate di cose. Il parroco, prima di tutto: non è più don Eraldo Fracassi, il prete che fin dal 2012 stava sulle barricate, cercava di difendere non solo l’oliveto ma anche l’antica chiesa, San Pietro in Oliveto appunto, ‘vecchia’ di più di 1200 anni. Da quella che lui ha sempre definito come “un'orribile speculazione edilizia”.

Dodici villette lungo via San Pietro, altre cinque verso via Einaudi. Come raccontato dal Corsera, i lavori dovrebbero cominciare entro la fine di febbraio: lotti da 350 metri cubi ciascuno, e in tutto fanno quasi 6000. A distanza variabile dall’antico santuario: i più vicini lo avrebbero davvero sfiorato, forse una cinquantina di metri, la Soprintendenza invece di bloccare tutti le ha fatte spostare, di 100 metri o poco più.

Una lottizzazione necessaria per il più che confermato – e non solo elettoralmente parlando – primo cittadino, il noto Franceschino Risatti. “Non stiamo mica per costruire dei grattacieli – ha ribadito ai giornali – Stiamo per costruire nuove case, prime case per i nostri residenti. Non possiamo permettere che il nostro paese possa spopolarsi”.

A poche settimane dalle ultime amministrative, in cui l’unico candidato era proprio Risatti, don Eraldo aveva annunciato il suo addio alla parrocchia. E non senza polemiche: “Sono rimasto l’unico a difendere San Pietro. Lascio un paese pieno di pecoroni”. Giù il sipario.

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