Cronaca Centro / Via Leonardo Da Vinci

«Ho un cervello sotto il velo»: Nadia e Cadigia, la convivenza tra i banchi di scuola

Un'amicizia e un dialogo, quello tra Nadia, bresciana, e Cadigia, compagna di classe marocchina, che si sono trasformati prima in una tesi di laurea e poi in un libro: "Abbattendo i muri si scopre tanta ricchezza"

Cadigia e Nadia

“Perché porti il velo?”, da questa domanda nasce la “piccola rivoluzione” di Nadia, giovane ragazza che nella semplicità di un’amicizia ha trovato preziose risposte.

Quello che è nato fra i banchi di scuola tra Nadia, bresciana e Cadigia, compagna di classe marocchina, è un dialogo profondo che ha condotto ad intraprendere un percorso di ricerca sulle donne musulmane e sul velo islamico. Un interessamento che è divenuto prima una tesi di laurea e poi un libro dal titolo “Ho un cervello sotto il velo!”, presentato al Bookstop Libri&Coffee di via Leonardo da Vinci.

Questione controversa, quella di questo pezzo di stoffa, che crea tanti interrogativi (ed altrettanti pregiudizi), spesso visto in occidente come costrizione e segno di sottomissione. “In realtà il velo è una scelta, – afferma con forza Nadia – è un segno d’identità, sotto il quale le donne si sentono protette. C’è chi proprio attraverso il velo si esprime per ciò che è davvero”.

Ovviamente “non esiste una verità assoluta, ogni donna ha la propria storia, un proprio passato fatto di tradizione, cultura e religione. Sotto il velo c’è una vita fatta di scelte ed esperienze uniche. È necessario aprirsi, dialogare, informarsi prima di azzardare giudizi, andare al di là di quello che si vede. Abbattendo i muri si scopre tanta ricchezza”.

Un invito rivolto a tutti, che Nadia ha concretizzato decidendo, attraverso la sua tesi, di dare voce alle donne musulmane, intervistarle, chiedendo di definire la loro personale idea di velo: “Un’esperienza bellissima, che mi ha messo in discussione e mi ha permesso di incontrare fedi e culture diverse”.

“Una persona sta bene con gli altri quando sta bene con se stessa: metto il velo, ma se sono simpatica sono simpatica, se sono bella sono bella lo stesso, quella che sono, sono - dice Amina - e ho un cervello sotto il velo!”. Il velo che crea maggiori problemi, in fondo, è quello che le persone si mettono davanti agli occhi.

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