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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Centro / Via Leonardo Da Vinci

«Ho un cervello sotto il velo»: Nadia e Cadigia, la convivenza tra i banchi di scuola

Un'amicizia e un dialogo, quello tra Nadia, bresciana, e Cadigia, compagna di classe marocchina, che si sono trasformati prima in una tesi di laurea e poi in un libro: "Abbattendo i muri si scopre tanta ricchezza"

“Perché porti il velo?”, da questa domanda nasce la “piccola rivoluzione” di Nadia, giovane ragazza che nella semplicità di un’amicizia ha trovato preziose risposte.

Quello che è nato fra i banchi di scuola tra Nadia, bresciana e Cadigia, compagna di classe marocchina, è un dialogo profondo che ha condotto ad intraprendere un percorso di ricerca sulle donne musulmane e sul velo islamico. Un interessamento che è divenuto prima una tesi di laurea e poi un libro dal titolo “Ho un cervello sotto il velo!”, presentato al Bookstop Libri&Coffee di via Leonardo da Vinci.

Questione controversa, quella di questo pezzo di stoffa, che crea tanti interrogativi (ed altrettanti pregiudizi), spesso visto in occidente come costrizione e segno di sottomissione. “In realtà il velo è una scelta, – afferma con forza Nadia – è un segno d’identità, sotto il quale le donne si sentono protette. C’è chi proprio attraverso il velo si esprime per ciò che è davvero”.

Ovviamente “non esiste una verità assoluta, ogni donna ha la propria storia, un proprio passato fatto di tradizione, cultura e religione. Sotto il velo c’è una vita fatta di scelte ed esperienze uniche. È necessario aprirsi, dialogare, informarsi prima di azzardare giudizi, andare al di là di quello che si vede. Abbattendo i muri si scopre tanta ricchezza”.

Un invito rivolto a tutti, che Nadia ha concretizzato decidendo, attraverso la sua tesi, di dare voce alle donne musulmane, intervistarle, chiedendo di definire la loro personale idea di velo: “Un’esperienza bellissima, che mi ha messo in discussione e mi ha permesso di incontrare fedi e culture diverse”.

“Una persona sta bene con gli altri quando sta bene con se stessa: metto il velo, ma se sono simpatica sono simpatica, se sono bella sono bella lo stesso, quella che sono, sono - dice Amina - e ho un cervello sotto il velo!”. Il velo che crea maggiori problemi, in fondo, è quello che le persone si mettono davanti agli occhi.

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