Cronaca

La signora Emilia ci scrive: "Anni di attese per un'udienza"

La signora Emilia ha scritto al nostro giornale raccontando la sua situazione dovuta ai rallentamenti nei lavori del tribunale di Brescia, dove si aspetta anni per avere un'udienza. La signora aspetta da 12 anni la soluzione della sua causa

Una nostra lettrice, la signora Emilia, ha inviato una lettera al nostro giornale per raccontare la sua personale situazione dovuta ai rallentamenti delle udienze presso il tribunale di Brescia, una situazione che il Codacons aveva denunciato già un mese fa con una segnalazione al Ministero della Giustizia.

"Sono una signora di 65 in causa con l'ex marito da 12 anni - scrive Emilia - nell'attesa vivo in due stanze ammobiliate. Continue umiliazioni e nessuno fa nulla: anni di attese per un'udienza e intanto uno muore a poco a poco sapendo che deve solo subire, tacere".

"Non abbiamo alternative i giudici sono intoccabili, gli avvocati non possono fare nulla, anzi  più dura una causa eAnni più guadagnano. Quelli che vogliono giustizia devono fare finta di niente perchè hanno tante cause con lo stesso giudice e quindi anch loro tacciono. Io mi chiedo perchè nessuno fa nulla? Tutti hanno paura?"

"Forse se un giudice decide la tua vita in 2 secondi, meglio subire sapendo che anche se urli sai di lottare contro i mulini a vento. Pensare che vogliamo insegnare la dignità ad altre realtà che riteniamo sottosviluppate, da noi la società evoluta ce la tolgono proprio quelle istituzioni che dovrebbero garantircela."

La signora Emilia fa un appello alla stampa per prendere coscienza della situazione e denunciare le difficoltà della giustizia a Brescia: "Sarebbe un dovere dell'informazione portare alla luce queste realtà grottesche, ma  per mettersi contro i potenti ci vogliono le palle . Io mi chiedo è mai possibile che in una città come Brescia non si possa mettere qualche giudice in più in modo che un giudice non debba fare in 3 ore e trenta centosei  cause" l

La signora Emilia chiude la sua lettera con una frase di sconforto e rassegnazione: "So che non serve scrivervi anche voi farete finta di niente la cosa non vi tocca".

Il problema riguarda invece tutti e nel nostro piccolo abbiamo dato voce alla testimonianza della signora Emilia, che sicuramente vive gli stessi disagi di tanti cittadini bresciani.

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