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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Leone Benyacar all’ITC MAZZOLARI di Verolanuova

Leone Benyacar, ebreo "graziato" da Mussolini per aver perso all'età di tre anni la vista in un incidente, ospite dei ragazzi di 4^ e 5^ per la Giornata della Memoria

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

leone benyacar all’itc mazzolari per la giornata della memoriaIl 28 gennaio presso l'ITC Mazzolari di Verolanuova si è celebrata durante l'assemblea d'istituto la Giornata della Memoria. I rappresentanti d'istituto Federico Ambrosio e Federico Rossoni hanno chiesto il supporto della promotrice culturale Marianna Baldo per l'organizzazione dell'appuntamento mensile.

Rivolto alle classi 4' e 5' l'incontro ha visto come testimone un personaggio insolito Leone Benyacar, un anziano signore bresciano, perseguitato in quanto ebreo dall'introduzione delle leggi raziali del '38. Ad accoglierlo nel suo appuntamento a Verolanuova, località a lui molto familiare, vi erano il Dirigente d'Istituto Dott. Giancarlo Bornati, il professor Savio Girelli e l'assessore Paolo Arduino Dino Colosini delegato dal Sindaco in rappresentanza dell'amministrazione comunale.

La storia di Leone Benyacar è molto particolare poiché è stato uno dei pochi ebrei ad esser "graziato" da Mussolini poiché a causa di un incidente all'età di tre anni perse la vista.

Nonostante la grazia ricevuto dal duce, la vita della famiglia Benyacar in quell'epoca fu all'insegna della continua fuga e della segretezza. Aiutati ad abbandonare la città di Brescia i Benyacar arrivarono a Verolanuova dove si nascosero per qualche tempo nei pressi della vecchia filanda. Da qui si spostarono per non cadere nel retaggio fascista nel mantovano, più precisamente a Rivarolo Mantovano, e sotto la protezione di Don Primo Mazzolari si avvicinarono alla religione cattolica, per non destare sospetti.

Questo avvicinamento portò Leone verso un percorso diverso da quello dell'ebraismo fino a decidere per sé la conversione. Con rito cattolico ricevette così il battesimo all'età di 20anni e successivamente prese in moglie Barbara, bresciana, cattolica praticante e con essa condivide da oltre cinquant'anni la propria vita, portando messaggi di speranza verso il futuro e verso la fede.

Leone ha raccontato con estrema semplicità la sua storia, concentrata soprattutto sulla conversione religiosa e l'importanza di quella luce che è giunta ad illuminare una vita così piena di ostacoli fisici, culturali, politici. Una domanda continua a ricorrere nella sua mente: "perché tutto questo?!".

Il rapporto che ha voluto instaurare Leone con i ragazzi, come sottolineava il professor Girelli, era quello che intercorre tra nonno e nipoti. Il risultato è stato lasciarsi guidare dalla fede quando si è disorientati nella vita poiché con la fede non si è mai soli. Con l'occasione si ringrazia chi ha reso possibile questo momento.

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