Negano l'olocausto e inneggiano a Hitler: condannati a otto mesi

A quasi due anni dal blitz in notturna degli ‘Autonomi’ della Bassa Bresciana arrivano le prime condanne: otto mesi di reclusione – pena sospesa – ai tre ragazzi tra i 20 e i 30 anni che inneggiavano al nazismo nel Giorno della Memoria

Foto di repertorio

Sono stati condannati a otto mesi di reclusione – ma ovviamente con pena sospesa – i tre giovani ex studenti del Capirola di Leno, beccati dagli uomini della Digos a seguito del blitz del 27 gennaio 2014 – in occasione del Giorno della Memoria – dopo aver issato tre striscioni revisionisti e inneggianti al nazismo, sui muri della loro ex scuola, sul municipio di Manerbio e sul cavalcavia di Ghedi.

Si erano firmati come gli ‘Autonomi’ della Bassa Bresciana: in realtà erano seguiti da tempo dalle forze dell’ordine, sono stati intercettati a poche ore dal loro blitz in notturna. “L’Olocausto non esiste”, la scritta che capeggiava proprio all’esterno della loro ex scuola, accompagnata da una svastica. Ma pure “La Shoah è una truffa”, o “6 milioni di bugie” con riferimento allo sterminio di quegli anni.

Sono passati quasi due anni da quel giorno, i tre ora sono stati tutti condannati. Giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni, riconducibili ad alcuni movimenti di estrema destra, già noti alla Digos. In casa nascondevano anche una mazza da baseball, bastoni e manganelli, bandiere e striscioni inneggianti al nazismo e al fascismo, libri e magliette.

Questo il capo d’accusa: propaganda d’idea fondata su discriminazione razziale. A cui si aggiunsero aggravanti su negazionismo e sull’odio razziale. Condanna di otto mesi, pena poi sospesa.

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