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Stranieri sfruttati a 200 euro al mese: condannati a 7 anni di carcere

I nomi dei quattro condannati, accusati di caporalato e immigrazione clandestina: gestivano un giro di lavoratori agricoli, in tutto una trentina di indiani pagati pochi euro al giorno

Fenomenologia dello sfruttamento, anche nelle campagne bresciane: “caporali” stranieri, aziende italiane. A due anni e mezzo dall'avvio dell'inchiesta volge al termine anche la vicenda processuale legata allo sfruttamento di lavoratori stranieri, con la forma del caporalato, smascherata nel 2014 dai carabinieri dei comandi di Leno e Pralboino.

Lavoratori indiani arrivati direttamente dall'Asia, in tutto una trentina, in Italia per cercar fortuna e finiti invece nelle grinfie di quattro caporali (poi definitivamente condannati). Ai lavoratori una manciata di euro (circa 200 euro al mese per 7 notti a settimana), mentre le buste paghe venivano “gonfiate” solo per il permesso di soggiorno. Ovviamente mai arrivato.

Una storia che purtroppo si ripete, anche nel Bresciano. Sono soprattutto i lavoratori del comparto agricolo ad essere vittima del caporalato: un termine di origine meridionale che oggi sta a indicare una forma di speculazione elusiva della disciplina del lavoro, mirata allo sfruttamento illegale e a basso costo della manodopera.

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