Stuprata e uccisa a coltellate a 14 anni, spunta un Dna mai analizzato

Sul giubbino di Desirée Piovanelli i Ris avrebbero trovato un’impronta genetica non riconducibile alle 4 persone già condannate per il delitto.

Diciassette anni dopo il brutale assassinio di Desirée Piovanelli, una traccia genetica potrebbe riaprire il caso. Lo scrive il Giornale di Brescia.
Gli avvocati del padre della ragazzina - rapita e uccisa a soli 14 anni e trovata senza vita nell'ottobre del 2002 in una cascina di Leno (dove oggi trovano posto un residence di lusso) - hanno chiesto alla Procura di Brescia di analizzare una traccia biologica trovata dai Ris di Parma sul gubbino della vittima.  

Una traccia, sul gomito e sul costato, già trovata e repertata durante le indagini ma mai presa in considerazione. Apparterrebbe a un 'soggetto di sesso maschile' diverso dalle quattro persone indagate e condannate per il delitto: tre ragazzi che avevano più o meno l'età di Desirée - tutti già usciti dal carcere - e l'operaio Giovanni Erra, all'epoca 35enne. È l'unico che è ancora in galera: condannato a 30 anni, ha chiesto la revisione del processo. 

Potrebbe trattarsi di una svolta, in grado di far ripartire le indagini, come desidera il padre della ragazzina, che ancora chiede giustizia. Secondo l'uomo, in quegli anni a Leno ci sarebbe stato un giro “sporco” di droga e prostituzione minorile e dietro l'omicidio della figlia ci sarebbero un mandante, finora mai indagato.


 

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