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Muoiono di cancro dopo il lavoro in fabbrica: condannato imprenditore bresciano

Una sentenza più unica che rara: è stato condannato a 1 anno e 4 mesi l'imprenditore Mario Pasotti, ex amministratore della Legnami Pasotti di Brescia e Rezzato

E' stato condannato a 1 anno e 4 mesi l'imprenditore Mario Pasotti, ex consigliere delegato della Legnami Pasotti, azienda che produceva principalmente legno, ma anche piccole quantità di amianto, con quartier generale a Brescia e sito produttivo a Rovato. Il Tribunale lo ha riconosciuto in parte responsabile della morte di due operai, uccisi dal cancro scatenato, secondo i giudici, dall'esposizione (e respirazione) alle fibre cancerogene di amianto.

Una sentenza storica, in un certo senso, perché riconosce la responsabilità dell'azienda sulla salute dei lavoratori: circostanza più unica che rara, anche se solo simbolica, in un sistema economico e sociale in cui in linea generale il capitale non ha rispetto della vita o della salute dell'operaio.

Uccisi dal cancro dopo tanti anni

Giuseppe Di Fraia e Noè Ghidoni: sono questi i nomi dei due lavoratori morti per neoplasia all'apparato respiratorio. Di Fraia aveva lavorato alla Pasotti Legnami negli anni '80, per pochi anni: ma tanto sarebbe bastato per una doppia neoplasia con cui ha combattuto a lungo, ma che l'ha portato alla morte nella primavera del 2012.

Ghidoni invece ha lavorato per più di 20 anni alla Pasotti Legnami, dal 1973 al 1994: nel gennaio del 2015 gli venne diagnosticato un mesiotelioma pleurico epitelioide sinistro, un male terribile che in pochi mesi se l'è portato via (morto nel giugno del 2015). Era stato presidente del Movimento cristiano lavoratori.

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