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Legambiente e la BREBEMI: «Autostrada inutile e inquinante»

I circoli della più nota associazione ambientalista manifestano davanti alle sedi lombarde di Unicredit, la banca pronta a investire quasi 550milioni in un'opera che Legambiente considera "inutile e senza senso"

Continua senza sosta la protesta di Legambiente contro la realizzazione dell'autostrada Brebemi. Dopo la notizia della prossima erogazione di quasi 550milioni di euro da parte di Unicredit per quella che gli ambientalisti considerano un’opera inutile, i circoli lombardi hanno inscenato una serie di simbolici sit in proprio al di fuori delle sedi principali della più grande banca italiana. Anche a Brescia, in Corso Palestro, un gruppo di attivisti ha piazzato striscioni, ha distribuito volantini, ha espresso il proprio dissenso.

“Ma è davvero così utile una seconda autostrada in Lombardia? – si chiede Ennio Ferri del circolo bresciano di Legambiente – La particolare situazione economica del Paese dovrebbe invece imporre un po’ di buon senso in più. Una corsa alle infrastrutture senza senso, quando il mercato è fermo e la crisi è generale. Il prestito di 546milioni alla Brebemi è l’ennesima dimostrazione di come a cavarsela siano sempre i soliti noti, mentre le imprese e le famiglie, la vera economia reale del territorio, quando hanno bisogno di aiuto vengono cacciate in malo modo. Quello che serve all’Italia è un investimento serio per il rilancio dell’economia, dando aiuti a chi ne ha davvero bisogno”.


L’odissea della Brebemi sembra infatti non finire mai, tra problemi di cantiere, ritardi e incomprensioni, rifiuti e polemiche. “I lavori sono praticamente fermi, si può ancora tornare indietro – aggiunge Gabriele Pellegrini di Legambiente Bassa Bresciana – L’unica soluzione è fermare tutto prima che la devastazione economica ed ambientale sia completa. Oggi siamo qui a testimoniare la nostra contrarietà, anche se è difficile far cambiare idea a queste banche indebitate, che non fanno assolutamente nulla per rilanciare il Paese”.

“Come hanno detto anche le associazioni dei costruttori, l’unico settore che può aiutare il mondo del lavoro è quello della riqualificazione del territorio, della messa in sicurezza di quanto già esiste. Proprio per questo abbiamo presentato un progetto di riforestazione a tappeto, cinque milioni di piante e alberi autoctoni da piantare nei prossimi cinque anni. A breve organizzeremo un tavolo di confronto con i veri decisori, Provincia, Regione e concessionarie di servizi come A2A. Sarà l’occasione per presentare la nostra proposta alternativa, una proposta che potrà garantire occupazione e sostenibilità”.

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