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Legambiente e la questione bonifica: «Basta annunci, ora atti concreti»

Il Comune pronto a stanziare 340mila euro per avviare la prima pratica di bonifica dell'ex Cava Piccinelli. Legambiente Brescia chiede interventi più concreti, e più efficaci, "per difendere la salute dei cittadini"

Stanchi degli annunci, alla ricerca di una serie di provvedimenti che siano rapidi e concreti: Legambiente Brescia saluta “con soddisfazione” la decisione dell’Amministrazione Comunale di avviare “quelle operazioni che, insieme ai Comitati dei cittadini, chiediamo da tempo”, con il primo stanziamento di circa 340mila euro per “operazioni di bonifica del sito contenente materiali radioattivi dell’ex Cava Piccinelli” di San Polo, da effettuare nei prossimi due anni.

I soldi non sono tantissimi, probabilmente si tratta solo di una prima ‘manche’ di investimenti, magari per una consulenza, magari per le primissime operazioni. “Probabilmente siamo di fronte a una prima attivazione – spiega Carmine Trecroci – di un piano di bonifica presso un’impresa specializzata. I soldi verranno spesi per una consulenza, per sapere quanto potrebbe costare e come verrà realizzata la vera bonifica. Ma due anni sono un tempo lunghissimo, e noi di tempo non ne abbiamo più”.

“La situazione la conosciamo, non si può andare avanti così – aggiunge Pietro Garbarino – Purtroppo conosciamo anche il PGT, e tutti i suoi ambiti di trasformazione. Il territorio è già sovraccarico di attività insalubri e nocive, se si fa tutto.. viene fuori un macello!”. Le problematiche infatti sono numerose, e non vanno sottovalutate, dalla messa in sicurezza (prima) e dalla bonifica (poi) dal Cesio 137, tanto che l’ARPA “non ha escluso che l’acqua della falda superficiale sia già praticamente a contatto con i materiali radioattivi”, fino alla nuova ipotesi di un deposito provinciale di scorie nucleari, “altro problema di sicurezza e rischio per la salute dei cittadini”.

E poi la ‘sempreverde’ Caffaro, su cui ci sono stati “pochi impegni presi, e quasi tutti non mantenuti”, con l’Amministrazione che avrebbe addirittura puntato “su una dissennata linea di rimozione della questione Caffaro dalla vita quotidiana”, con rinvii e temporeggiamenti, ordinanze urgenti e temporanee che “non hanno migliorato le condizioni di agibilità delle aree” e che ovviamente “non hanno risanato neanche un centimetro di territorio”.

In fondo, la solita e amara conclusione: “Notiamo che mentre l’azione dell’Amministrazione Comunale appare molto efficace su dispendiosi interventi di dubbi pubblica utilità (parcheggio Castello, Torri San Polo, Brixia Sviluppo, OMB International..) sulle garanzie per la salute dei cittadini essa riscopre la crisi, diventa fatalista e denuncia di non avere sufficienti aderenze in Regione, al Governo, e in Europa”.

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