Cronaca

Peculato e fondi neri: così i commercialisti della Lega facevano shopping sul Garda

Confermato il sequestro delle due ville al Green Residence di Desenzano del Garda: per il tribunale sarebbero state acquistate con i soldi di un peculato

Green Residence di Desenzano del Garda (foto web)

Il Tribunale del Riesame ha confermato, ai primi di ottobre, la misura degli arresti domiciliari per Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, revisori contabili per la Lega, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dai pm Eugenio Fusco e Stefano Civardi sul caso “Lombardia Film Commission” e i presunti “fondi neri” per il partito.

Sequestrate due ville sul lago di Garda

Lo stesso tribunale ha confermato anche il sequestro delle due ville sul lago di Garda, al “Green Residence” con piscine di Desenzano, intestate alla Partecipazioni srl – società riferibile ai due professionisti arrestati – e che sarebbero state acquistate, almeno secondo l'accusa, reinvestendo i soldi ricavati dal presunto peculato – riferito alla vendita di un capannone di Cormano, provincia di Milano, a prezzo gonfiato e proprio per la Lombardia Film Commission.

Gli arresti della Guardia di Finanza

Nelle scorse settimane i militari del Nucleo di polizia economico-finanziario della Guardia di Finanza avevano eseguito ordinanze di custodia cautelare per tre professionisti vicini al Carroccio – oltre a Di Rubba e Manzoni anche Arturo Maria Scillieri e il cognato Fabio Giuseppe Barbarossa: agli arrestati sono contestati (a vario titolo) reati come peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta nel pagamento delle imposta.

Il caso Lombardia Film Commission

L'inchiesta milanese sulla presunta compravendita dell'immobile per la Lombardia Film Commission, è stata condotta in parallelo a quella della Procura di Genova sui 49 milioni di euro di rimborsi spariti. I militari della Guardia di Finanza avevano perquisito anche il Pirellone, per indagare sulla vicenda: a scatenare gli accertamenti, come detto, la compravendita del capannone di Cormano, tra il 2017 e il 2018. 

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