Infarto a 44 anni su un campo da calcio: sì alla donazione degli organi

L'ultimo gesto d'amore di Andrea Mantovani, giornalista de L'Arena ucciso da un improvviso malore, residente a Lazise e molto conosciuto sul lago di Garda per la sua professione

Andrea Mantovani

"La tragedia di Andrea Mantovani, il collega giornalista sportivo stroncato da un infarto sul campo calcio di Sommacampagna ha commosso tutta Lazise e tanti paesi del Garda dove Andrea era molto conosciuto per la sua professione. Ed Andrea ha dato il meglio di se anche da morto. Ha donato i propri organi essendo uno degli iscritti della sezione AIDO di Lazise da molti anni. La sua morte, inaspettata, cinica, in giovanissima età, ha quindi contribuito a dare vita e speranza ad altri. A pazienti in attesa di trapianto, in attesa da anni. Grazie alla generosità di Andrea ora possono tornare a vivere e sperare. Ma Andrea era anche donatore di sangue dell'Avis. Credeva quindi nella generosità e nella solidarietà".

Questa la lettera che annuncia l'ultimo gesto d'amore di Andrea Mantovani, il giornalista de L'Arena colto da infarto su un campo da calcio e poi deceduto in ospedale nonostante i disperati tentativi dei medici di tenerlo in vita. La famiglia infatti ha acconsentito l'espianto degli organi per la donazione. A darne comunicazione con una nota diffusa agli organi di stampa è il collega Sergio Bazerla, che avvisa anche sulla data delle esequie: "I funerali di Andrea si svolgeranno giovedì prossimo nella chiesa parrocchiale dei Santi Zenone e Martino , a Lazise, alle 10,30. La camera ardente verrà aperta alle 18 di mercoledì nella sala funeraria della Battistoli, a Bardolino, in località Campazzi. E il Santo Rosario in memoria di Andrea Mantovani verrà recitato sempre nella parrocchiale lacisiense martedì alle 20,30. Per Andrea non ci saranno fiori ma eventuali offerte alla San Martino in Calle ed al Centro Giovanile Parrocchiale - Circolo Noi."

Queste invece le parole del suocero, Giovanni Faccioli: "E' un continuo incontro fra la gente di Lazise, un contatto telefonico continuo di amici, estimatori, gente comune per sostenere mia figlia Federica, le due nipotine, la mamma Maria, e noi due: io e mia moglie Clara. Sappiamo bene che ora tocca a noi rimboccarci le maniche per sostenere mia figlia e le nipotine. E' una grande tragedia ma non possiamo mollare nulla. Non possiamo lasciare nulla di intentato. Una vita davanti per due bimbe di 3 e 6 anni. Non possiamo assolutamente sottrarci. La solidarietà del paese ci da tanta forza per continuare."

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