Cronaca

Narcotizzata e poi soffocata: oggi l'interrogatorio per i "killer" di Laura Ziliani

In giornata l'interrogatorio per Paola e Silvia Zani e Mirto Milani

Un omicidio premeditato, studiato a lungo, che si sarebbe concluso tra il 7 e l'8 maggio scorso quando, in occasione della Festa della Mamma (con tanto di torta preparata ad hoc) le figlie Paola e Silvia Zani e con loro Mirto Milani (fidanzato di Silvia e amante di Paola) avrebbero consumato il loro delitto (quasi) perfetto. Laura Ziliani, l'ex agente di Polizia Locale di Temù e da qualche anno residente a Brescia, sarebbe stata prima narcotizzata e poi soffocata, quando non avrebbe avuto più la forza di reagire, forse con un cuscino o addirittura a mani nude.

Il giorno dell'interrogatorio

E' questa la ricostruzione ritenuta più credibile dagli inquirenti: la Procura solo pochi giorni fa ha dato ordine di arrestare le figlie delle donna e Milani, le giovani già trasferite a Verziano e il 27enne invece a Canton Mombello; erano comunque indagati da mesi per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Disperata la terza figlia di Laura Ziliani, disabile e molto affezionata alla madre: “Non avrei mai creduto potessero farle questo”, ha dichiarato pochi giorni fa alla stampa.

Intanto martedì è il giorno dell'interrogatorio di garanzia per i tre accusati: saranno ascoltati dai magistrati che decideranno se confermare o meno lo stato di fermo. Ma visti gli elementi raccolti fino ad oggi, non ci sarebbero dubbi. 

Narcotizzata con del bromazepam

Laura Ziliani sarebbe stata narcotizzata con del bromazepam, noto in farmacia anche come Lexotan: è un ansiolitico benzodiazepinico, che serve (ma solo in casi gravi) a curare ansia, sindrome ansiosa, insonnia e altre patologie di questo tipo. In caso di sovradosaggio, e così sarebbe andata per Ziliani, si arriva a una forma pesantissima di sonnolenza se non addirittura al coma. E' in queste condizioni dunque, incapace in alcun modo di reagire, che per gli inquirenti il trio di presunti killer avrebbe così ucciso la 55enne, con il chiaro intento (e questo sarebbe il movente) di impossessarsi e di gestire le sue proprietà immobiliari, in città e in Valle Camonica.

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