Appena sposata, si fa l'amante e cerca di uccidere il marito con il caffè avvelenato

Laura Mappelli dovrà scontare una pena di 12 anni. Confermata dalla Cassazione la condanna in Appello a Brescia

La Cassazione ha confermato la condanna della Corte d’appello di Brescia: Laura Mappelli dovrà restare in carcere per 12 anni. 

A Premolo (Bg), la mattina del 4 dicembre 2015, l’ex infermiera della casa di riposo di Albino aveva cercato di uccidere il marito, Bartolo Rossi, con una tazzina di caffè avvelenato. Movente: la relazione intrapresa con un amante conosciuto a pochi mesi dal matrimonio; voleva sbarazzarsi del consorte per inseguire il nuovo idillio d'amore.

Queste le motivazione della Suprema Corte: "La condotta (di Laura Mappelli, ndr) era preordinata, complessa, eseguita con abilità e senza lasciare tracce. Conclusa con la somministrazione di una dose massiccia di insulina, dall’effetto potenzialmente letale". Fu un'azione, dunque, "oggettivamente orientata a provocare la morte".

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