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Lamarmora in piazza: «Impianto trattamento ceneri, né ora né mai»

In Via Malta, proprio davanti al termo utilizzatore A2A, la protesta dei cittadini del quartiere e del Comitato spontaneo Lamarmora per l'Ambiente: "Territorio già sovraccarico, siamo stanchi delle mezze verità"

La difesa del territorio per vivere in salute la città, questa la missione del neonato Comitato Lamarmora per l’Ambiente (La per L’A.) che sabato mattina ha organizzato un presidio proprio in Via Malta, e proprio davanti all’ingresso del termoutilizzatore di marchio A2A. Tempo fa si era discusso della possibilità di progetto e realizzazione di un nuovo impianto (sperimentale) di trattamento delle ceneri in zona San Polo, a Buffalora: progetto archiviato, e ora A2A che avanza l’idea di realizzare tale impianto nella zona Sud della città.

“Ci hanno provato a Buffalora, ora ci provano a Lamarmora – ci racconta Fabrizio Tedoldi in rappresentanza del Comitato – Una delle tante zone della nostra città che ormai sono sovraccariche, anche noi abbiamo la tangenziale e l’autostrada, i terreni infetti dal PCB, un’area industriale già abbastanza consistenze. Un’implementazione che andrebbe a colpire la vasta area residenziale, e l’adiacente area agricola. Noi viviamo il quartiere, noi ci siamo cresciuti: prima di agire vorremmo vedere A2A che parla con la gente e con i cittadini, non solo per mezzo stampa”.

Il Comitato chiede un’urgente riunione assembleare, chiarimenti rapidi da parte del sindaco Paroli e dell’amministrazione, un nuovo impegno nell’incremento della raccolta differenziata (ferma a percentuali inferiori al 40%) con lo scopo di “bruciare meno rifiuti”. Sarà possibile arrivare ad un compromesso, come scrive A2A, raggiungendo “un armonico inserimento nel contesto ambientale”? Dalla Circoscrizione Sud intanto parole più miti, con il presidente Giacomo Lini: “Deve essere chiaro ai cittadini che la nostra Circoscrizione è sicuramente contraria a qualsiasi progetto che possa portare ulteriore inquinamento, il territorio sta già sopportando i troppi errori del passato”.

impianto ceneri-3

“Ci tengo comunque a precisare – continua Lini – che A2A non intende realizzare un impianto di trattamento delle ceneri provocate dalla combustione dell’inceneritore ma un progetto pilota limitato nel tempo (sei mesi) e limitato nel quantitativo di cenere trattata”. I cittadini però in quartiere raccolgono le firme, ce ne sono già quasi 500, e il Comitato non ha intenzione di rassegnarsi perché “la salute è un nostro diritto a cui non vogliamo rinunciare, per noi e per il futuro dei nostri figli”.

“A2A ci ha abituato a raccontare solo mezze verità – conclude Fabrizio Tedoldi – sulle emissioni e sulle quantità. Un esempio? La fumata nera dell’8 agosto scorso, e l’imbarazzante difesa di un’azienda che invece parla di energie per l’ambiente”.

 

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