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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Sub morto: l’amico, e due pescatori di Montisola, a processo

Apparecchiatura in cattivo stato di manutenzione, e reti abusive piazzate nel lago: potrebbero essere queste le cause della morte per il sub Lorenzo Canini.

Lorenzo Canini, 39enne bergamasco residente a Ponteranica, è morto il 3 gennaio del 2015 nel Sebino, impigliato a trenta metri di profondità tra le reti di frodo. Il prossimo primo marzo saranno tre le persone che finiranno sul banco degli imputati presso il Tribunale di Bergamo. Ad essere rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo sono Fabio Bozzato, 57 anni, di Bergamo, amico della vittima, che si era immerso con lui, e Lorenzo e Venanzio Soardi, padre e figlio di 57 e 28 anni, pescatori di Peschiera Maraglio. 

Il gup di Bergamo Federica Gaudino ha rinviato a giudizio Bozzato per aver fornito apparecchiatura non funzionante al sub. Lui però si è difeso dicendo di aver regalato mesi prima il rebreather (uno “zaino” per la respirazione sott’acqua che consente di stare in apnea a lungo) all’amico, quando era in buono stato. Disperati furono i tentativi di Bozzato di salvare Canini, purtroppo senza esito.

Gli altri due imputati sono padre e figlio pescatori di Montisola, che potrebbero essere coloro che hanno posizionato le reti abusive nel lago. I due hanno sempre negato di essere i proprietari delle reti, diverse da quelle che utilizzano da anni. I carabinieri sono arrivati a loro partendo da alcune testimonianze. 

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