Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Idro

Idro, presidio contro lo svuotamento del lago: «La Regione viola la legge»

Il coordinamento dei comitati scende in piazza, una mobilitazione 'naturale' contro le contestate scelte della Regione, e le più recenti ammissioni dei tecnici in audizione a Roma, presso il ministero dell'Ambiente

© Salviamo il lago d'Idro

Una nuova mobilitazione, già annunciata alla fine della scorsa estate, per “non perdere altro tempo e dunque manifestare in maniera permanente”, e allora da sabato 1 dicembre via con il nuovo presidio, organizzato dall’Associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia, Coordinamento Pro Loco Lago d’Idro, Comitato Difesa Lago d’Idro e Fiume Chiese. “Abbiamo deciso che è nuovamente necessaria un’azione forte – fanno sapere i comitati – anche perché la Regione Lombardia il 16 agosto 2012 ha violato la legge del Deflusso Minimo Vitale, volendo così operare nuove gestioni dannose al lago”.

Le richieste sono chiare, per il lago d’Idro deve essere introdotta “una nuova regola che sia condivisa, si riconosca istituzionalmente il valore ambientale e quindi sociale del livello minimo lacuale di 367,2 metri in base all’idrometro di Idro, sotto il quale il livello non possa mai più scendere”. Confermando poi, come livelli di regolazione, la quota di metri 368,5 quale livello di massimo invaso e la quota di metri 367,2 quale livello minimo necessario “per garantire il Deflusso Minimo nell’emissario fiume Chiese a valle della traversa di regolazione”.

Una vicenda che si trascina da anni e che, continuano i comitati, deriva in realtà dalle tanto contestate opere di regolazione progettate a seguito dell’accordo tra Regione e Comuni dell’agosto 2008, già definite “un assoluto inganno” e di cui ne sarebbe emersa prova definitiva durante l’audizione a contraddittorio svoltasi a Roma presso il ministero dell’Ambiente il giorno 8 novembre 2012. “Ora è certezza – si legge infatti in una lettera aperta, indirizzata a tutti i cittadini – che sullo sfondo dell’accordo che la Regione aveva raggiunto con i Comuni di Bagolino, Idro, Anfo e Lavenone c’era questa verità, vergognosamente ignorata dai firmatari o peggio ancora vergognosamente tenuta nascosta”.

Ma qual è questa clamorosa macchinazione? “Una verità rimasta celata fino al contraddittorio presso il ministero dell’Ambiente, dove i tecnici progettisti hanno anche dovuto affermare che la soglia, il cosiddetto Stramazzo, prevista nell’accordo e da posizionare davanti alla nuova galleria, era un’ipotesi impensabile sotto il profilo tecnico-idraulico, ed è per questo che è stata tolta dal progetto delle nuove opere”. Interessi d’alto borgo, viene quasi da dire, a discapito dei veri interessi dei cittadini e dei residenti.

“Il lago vive dal febbraio 2007 una sua rigenerata naturalità, e l’escursione che da allora è di 1,3 metri consente a tutti di vivere la propria economia rispettando l’ambiente. Questa è la prova inequivocabile che è ben possibile utilizzare al meglio la risorsa rispettandola, per poterla preservare e lasciare alle future generazioni”.

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