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Una bolla comparsa dopo il bagno nel Garda (Fonte: Facebook)

Una bolla comparsa dopo il bagno nel Garda (Fonte: Facebook)

Prurito e vesciche dopo il tuffo nel lago: torna l'incubo dermatite del bagnante

Quattro i casi di dermatite causata dalle deizioni di volatili, tra le ‘vittime’ anche due bambini.

Bolle e prurito per i bagnanti del Garda: proprio nel pieno della stagione turistica torna l'incubo della dermatite causata dalle deiezioni dei volatili, e che provoca appunto piccole ma vistose bolle e soprattutto un fastidioso prurito. I primi casi dell'anno sono avvenuti a San Felice del Benaco e a Limone sul Garda. 

Quattro le vittime: due bambini, un ragazzo e una ragazza. La prima segnalazione arriva dalla spiaggia del porto di Portese: due fratelli, di 5 e 11 anni, non appena usciti dall'acqua hanno manifestato gli immediati effetti della dermatite cosiddetta “del bagnante”. Prurito, fastidio e tante bolle cosparse sul corpo.

La madre ha segnalato l’episodio alle autorità sanitarie, che, come già fatto in passato, hanno rassicurato: la dermatite non è causata dall’inquinamento dell’acqua - stando ai prelievi effettuati dall’Ats a San Felice, il lago resta balneabile - ma da una reazione allergica provocata da un parassita (la cercaria) che si trova nelle feci degli uccelli acquatici. Solitamente il parassita si nasconde in profondità, ma quando le temperature diventato roventi sale in superficie.

Un altro episodio analogo è stato segnalato su Facebook, nel gruppo ‘Sei di Salò se’ : vittime un ragazzo e una ragazza, che si sono rivolti a due medici per curare le bolle comparse su braccia e gambe dopo un tuffo nelle acque di Limone. “Non abbiamo attribuito la cosa all’acqua del lago, ma sia il medico di mio nipote, che della sua amica (due medici diversi) hanno attribuito la reazione all’acqua del lago”, scrive una parente su Facebook.

L’unico modo per evitare queste spiacevoli reazione è fare in modo che cigni e anatre non si radunino tutte in un posto, attirati dal cibo gettato dai turisti. Una pratica che è peraltro vietata in numerosi comuni del Garda.  

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