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Loris Baruffa, Luigi Alberti e Gloria Terzi

Loris Baruffa, Luigi Alberti e Gloria Terzi

La tassa di soggiorno per salvare i Comuni del lago di Garda

Prima riunione in quel di Moniga con gli operatori turistici e commerciali della zona. La tassa di soggiorno, se incassata interamente dai Comuni, potrebbe garantire un gettito potenziale di dodici milioni di euro

Il tempo della crisi sembra non finire mai, e le (quasi) improvvisate manovre finanziarie governative non sembrano però risolvere i problemi a lungo termine di ogni settore produttivo, e dell'Italia intera. Se si parla poi dei Comuni italiani, piccoli o grandi, questa forse è l’unica certezza che emerge dall’analisi del decreto correttivo: i soldi saranno sempre meno, e il patto di stabilità manterrà il suo ruolo di controllore economico dal quale non si può sgarrare. Tra i Comuni del lago di Garda si comincia allora a parlare della già discussa tassa di soggiorno turistica, una fac simile su scala ridotta di quella che già si paga a Roma e a Venezia, o a Londra e a Parigi.

Nella lunga mattinata di sabato 24 settembre a Gardone Riviera si è parlato proprio di questo nella riunione congiunta dei 28 Comuni gardesani interessati, insieme alle associazioni di categoria (albergatori e ristoratori) e ai comitati o simili degli operatori del turismo: il 7 ottobre prossimo si riunirà una commissione apposita che dovrà studiare le quote della nuova tassa di soggiorno, oltre a possibili cavilli d’agevolazione per esempio sui bambini e sul tempo di permanenza del turista sul territorio gardesano.

A Moniga del Garda un primo incontro chiarificatore, nella sala consiliare del Comune, con gli operatori commerciali e turistici della zona. A conti fatti, calcolando la media annuale dei turisti sul lago di Garda in più 23 milioni di presenze,  e immaginando una tassa di soggiorno compresa tra i 30 centesimi e poco più di due euro, per una media di 50 cent, il gettito derivato potenziale sfiora i dodici milioni di euro. Un’enormità per questo magro periodo.

“La tassa di soggiorno dovrà essere gestita dai Comuni e diversificata – commenta Luigi Alberti, presente ieri alla riunione accompagnato dall’Assessore al Turismo Gloria Terzi – La discussione è cominciata ma una cosa è già chiara, la tassa di soggiorno sarà solo ed esclusivamente per il turismo”. Una tassa dei Comuni e per i Comuni: “I soldi dovranno restare ai Comuni per la gestione delle attività turistiche (verde, spiagge, sicurezza..) in modo da realizzare dei piani di programma veri per la riqualificazione delle tante strutture”.

Soldi utili nell’ottica della valorizzazione del territorio, dei prodotti e del lago di Garda stesso: “Nessun contributo dovrà essere versato a Provincia o Regione. Se loro lo pretendono allora noi non la applicheremo!”.

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