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Cronaca

Il granchio blu sta risalendo verso il Lago di Garda: "Impossibile fermarlo"

L'allarme del Wwf

Sembrava un problema distante, un problema per la pesca e l'itticoltura, ma solo sul mare Adriatico. Il granchio blu sta però risalendo il fiume Po ed alcuni esemplari sono stati avvistati alla confluenza con il Mincio. Quindi, se dovesse continuare la risalita, è possibile che possa arrivare anche sul Lago di Garda. Una nuova specie aliena e particolarmente invasiva potrebbe dunque portare uno squilibrio dalle proporzioni imprevedibili nel bacino benacense.

Una possibilità che per il Wwf di Brescia e Bergamo è altamente probabile. Nonostante sia un animale che predilige l'acqua salata, il granchio blu è riuscito a muoversi anche oltre il cuneo salino che s'insinua nel Po. L'associazione ambientalista ha riferito che alcuni esemplari sono stati catturati nel Mantovano: l'animale è quindi a meno di 100 chilometri dal Garda. Per la sezione lombarda del Wwf, non è detto possa adattarsi e quindi proliferare nel Benaco, dove le acque sono molto diverse da quelle dell'Adriatico; ma che possa raggiungerlo è per gli ambientalisti quasi una certezza.

E per frenare questa avanzata si potrà fare ben poco. Come ben poco è stato fatto per frenare l'arrivo di altri animali appartenenti a specie non autoctone nel nostro amato lago. Filippo Gavazzoni, vicepresidente della Comunità del Garda, ne ha contate una quarantina e l'ultima era stata censita solo un anno fa. Il granchio blu potrebbe essere la 44esima, a cui potrebbero seguirne altre. 

Il suggerimento che Gavazzoni ha ripetuto su Facebook anche oggi, lunedì 28 agosto, è che le regioni approvino la legge sulla sanificazione delle carene e dei motori delle imbarcazioni gardesane: "Non conosco la biologia del granchio blu, anche se per curiosità la sto studiando - ha scritto Gavazzoni - La mia posizione resta comunque chiara e netta: bisogna arrivare quanto prima alla legge interregionale sulla sanificazione di carene e motori, già proposta e formulata nel Contratto di Lago sottoscritto a Peschiera del Garda nel 2019. Il Veneto l'ha già recepita, non appena Lombardia e Provincia di Trento faranno lo stesso metteremo un freno ad ulteriori nuove immissioni di specie potenzialmente invasive, con un provvedimento unico in Italia. È una questione di tutela della biodiversità autoctona, che è patrimonio di tutti, e di buon senso, dettato dalle evidenze scientifiche".

Fonte: Veronasera.it

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