Già 6 morti dopo un tuffo al lago: attenti alla idrocuzione, il killer del bagno estivo

Quattro i morti sul Garda, due sul Sebino: estate nerissima per i laghi bresciani

La strage infinita, nei laghi bresciani: sono già sei i morti, dal giugno scorso. L'ulimo solamente domenica sera: il giovane Mohamed Ghazi, annegato a largo della spiaggia delle Palafitte di Sulzano sotto gli occhi attoniti della sorella. Il primo nel giugno scorso, sul Garda: la vittima il polacco Darius Pawlusz, 48 anni e tra l'altro esperto subacqueo. Tradito da un malore.

Non sempre è colpa della corrente, o delle “trappole” dell'acqua. Anzi, spesso la colpa è involontaria, è dovuta alla reazione del corpo umano quando è troppo accaldato, e l'acqua è troppo fredda. Il meccanismo, che appunto può essere anche mortale, si chiama “idrocuzione”.

L'idrocuzione, spiega il dizionario Treccani di Medicina, è una sincope da immersione rapida in acqua, specialmente fredda, caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare anche morte per arresto cardiorespiratorio o annegamento. Il meccanismo comincia con una vasocostrizione, che a sua volta provoca riflessi a livello di tronco dell'encefalo.

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