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La Fiera di Orzinuovi: tradizione, innovazione, Expo 2015

Si è conclusa con oltre 150mila presenze la rassegna orceana, la fiera più antica di Brescia e Provincia giunta quest’anno alla 63ma edizione. Il presidente di Orceania Servizi: “Un impianto vincente che continua a dare risultati positivi”

La Fiera di Orzinuovi è la fiera più antica di Brescia, quest’anno sulla sua immaginaria torta di compleanno si contano già 63 candeline: l’edizione 2011 ha confermato i buonissimi risultati degli anni precedenti, e non solo in termini di presenze. Alle 150mila persone che hanno visitato la rassegna (conclusasi il 29 agosto) si aggiungono i tanti eventi correlati, il lavoro di chi ha partecipato, le oltre 200 aziende presenti e la cinquantina di enti e di associazioni che vi hanno preso parte. Ruolo importante, anzi importantissimo, spetta all’Orceania Servizi: abbiamo intervistato il presidente Andrea Battaglia.

La Fiera più antica di Brescia conferma ancora una volta la sua caratura anche storica. Bilancio più che positivo?

Sapere quanto la Fiera di Orzinuovi sia fiera, quanto sia incontri culturali o quanto sia festa popolare è un po’ difficile, probabilmente è la somma di tante cose che messe tutte insieme fanno della Fiera un impianto vincente che continua a dare risultati positivi. Quest’anno abbiamo anche un progetto nuovo, con il quale abbiamo cercato di trasformare quello che è la semplice esposizione da fiera in un progetto di largo respiro che mira a tutelare l’ambiente, il suolo e l’acqua, in cooperazione con il Parco dell’Oglio Nord e con il sostegno della Regione Lombardia e della Province di Brescia e di Cremona, degli sponsor, delle banche.. Spero che questo progetto possa andare avanti e diventare una realtà in grado di dare ottimi risultati nei prossimi anni.

La Fiera è appena finita ma vista la portata si può dire che si comincia già a lavorare per l’edizione del prossimo anno..

Di sicuro abbiamo già cominciato: dobbiamo fare tesoro degli errori commessi e dei problemi che si sono visti in questa ultima fiera, per vedere di non ripeterli più. Con i partner e con le banche porteremo avanti anche quest’altro progetto con l’obiettivo comune di lavorare sul territorio, senza aspettare la prossima edizione, lavorando lungo il corso di tutto l’anno con eventi, manifestazioni e tanto altro, in modo di poter arrivare alla prossima Fiera con un percorso già indicato e già sviluppato.

Ho letto che quest’anno, anche per venire incontro alle finanze comunali, la Fiera si è praticamente autofinanziata. Il pareggio di bilancio è un obiettivo concreto?

I conti non li abbiamo ancora fatti, è presto adesso per fare una valutazione sul bilancio economico, sicuramente non andremo troppo lontani dalla parità. Ma i conti veri li vedremo nelle prossime due o tre settimane, anche se sappiamo di essere andati ben oltre le più rosee aspettative. Siamo riusciti a vendere tutti gli spazi espositivi, più di così non potevamo fare, e abbiamo ridotto i costi del 20%, oltre al già citato investimento sul progetto ambientale. Abbiamo cercato di ottenere il massimo per quello che riguarda gli spazi, abbiamo ridotto i costi e abbiamo investito in qualche cosa di concreto. Comunque questo lo si potrà capire meglio tra qualche settimana, quando potremo leggere il conto economico.

La Fiera di Orzinuovi è già proiettata verso Expo 2015. Molte Regioni sono in ritardo, ci sono problemi anche strutturali, mentre sembra che Brescia e Provincia siano già pronte, già davanti a tutti. Lei cosa ne pensa?

L’agricoltura bresciana è un’agricoltura molto industrializzata, dove c’è molta zootecnia, sia negli allevamenti di bovini e nella produzione del latte, sia nei suini, sia negli avicoli. Noi siamo bravi, il bresciano è sempre stato un buon lavoratore e un buon industriale, e quando applica le cose nell’agricoltura cerca di trasferire in essa gli elementi noti dell’industria che lo circonda, e credo che anche per questo sia davvero più avanti degli altri. Siamo pronti a recepire quei piccoli e grossi problemi relativi all’ambiente, causati dall’industrializzazione che abbiamo vissuto negli ultimi 30 o 40 anni. Problemi di questo tipo, quando e se si sono verificati, sono stati individuati e sono stati resi noti, adesso è il tempo di proporre impianti che risolvano questi problemi, è tempo che qualcuno dica quanto costano e quanto rendono, come si possono finanziare, cosa producono e di conseguenza dare anche le rese degli impianti stessi. In sostanza, al di là delle bellissime cose che ci sono nell’agricoltura bresciana, legate alle tradizioni e alle produzioni tipiche e biologiche, i problemi verranno risolti con questi nuovi impianti.

A Brescia si guarda al futuro, alla Fiera di Orzinuovi anche..

Noi siamo pronti ad accettare tutte le novità che il mercato ci offrirà, per esporle e proporle. Esporle in fiera e proporle all’agricoltura zootecnica.

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