La fibrosi cistica è una malattia genetica, non infettiva

Lo ricorda l'Associazione Emiliana Fibrosi Cistica, punto di riferimento anche per la provincia di Brescia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Nei giorni scorsi è assurta alle cronache dei media nazionali la notizia di un bambino cui è stata impedita l'iscrizione in una scuola in quanto affetto da fibrosi cistica additata come "malattia infettiva".

L'Associazione Emiliana Fibrosi Cistica, che è punto di riferimento per le province di Parma, Piacenza, Reggio-Emilia, Modena, Bologna e a BRESCIA, Cremona e Mantova ed è una delle 20 associazioni d'ambito regionale che aderiscono alla struttura nazionale Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC), sente necessario informare maggiormente i cittadini tutti sulla vera natura di questa malattia e per questo chiede la collaborazione dei media locali affinché episodi come quello verificatosi a Catanzaro, frutto di disinformazione, non debbano più avvenire.

E' importante sapere che non si tratta di malattia infettiva e che i soggetti affetti da questa patologia hanno solo la necessità di attenzioni e cure adeguate atte a favorire lo svolgimento di una vita quotidiana il più possibile normale.

La fibrosi cistica è una malattia genetica il cui difetto di base consiste nella produzione di una proteina alterata che causa nell'organismo eccesso di secrezioni esocrine di tipo denso e viscoso. Dal punto di vista clinico si tratta di malattia cronica, non si trasmette assolutamente ad altri soggetti per contatto ma si eredita su base genetica (due genitori portatori sani).

Alleghiamo LINK: il comunicato stampa stilato dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica che narra l'episodio e ne delinea i contorni.

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