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Solidarietà, L’Arte si fa Pane: «Progetti di sviluppo in Africa e Sud America»

Sabato 14 l'inaugurazione ufficiale della 13ma edizione della mostra mercato organizzata dallo SVI Brescia presso la sede di Viale Venezia. Per raccogliere fondi che finanzieranno progetti di solidarietà in Africa e Sud America

Una mostra mercato che è sinonimo di solidarietà, e i cui fondi saranno interamente devoluti per finanziare progetti di sviluppo in Paesi dell’America Latina come Venezuela e Brasile, o Paesi africani come Kenya o Mozambico. Una mostra mercato in cui tutti gli oggetti esposti e in vendita sono stati donati, regalati per una buona causa, una mostra mercato che già dal suo nome fa capire tante cose. Questa è L’Arte si fa Pane, iniziativa dello SVI Servizio Volontario Internazionale di Viale Venezia a Brescia, quest’anno alla 13ma edizione.

Una raccolta fondi bella e buona, e che dal 14 al 22 aprile sarà ufficialmente aperta al pubblico, agli interessati, ai curiosi. Tutti gli uffici dello SVI si trasformano in sale espositive ricchissime di oggetti di ogni tipo, e per ogni portafoglio, da piccoli cimeli da collezione a un’ampia biblioteca per veri intenditori, e poi macchine fotografiche d’altri tempi, macchine per scrivere, bicchieri, piatti e stoffe, centrini e mobili, quadri e dipinti di autori come Di Prata, Bertolotti, Morandini, Faustini..

“Ogni offerta si trasforma in pane – spiega il presidente SVI Mario Rubagotti – Ogni offerta permetterà l’autofinanziamento dei tanti progetti di sviluppo che lo SVI prosegue in Africa e in Sud America. Per dare una mano ai nostri volontari impegnati in Uganda, Zambia, Burundi, Mozambico, Kenya, Venezuela e Brasile. Impegnati in una difficile lotta quotidiana con la povertà, per aiutare le fasce più povere di Paesi già poveri abbastanza, per aiutare tutti quelli che più di altri hanno necessità di qualcuno che stia loro vicino”.


Per ridare loro la dignità e la voglia di continuare, aiutando le comunità ad organizzarsi e a rispondere ai problemi, che siano problemi metropolitani o problemi di sussistenza, dallo sviluppo agricolo alle scuole, dai progetti educativi a quelli ambientali, dagli investimenti nella salute a quelli per l’alimentazione. Senza fare la solita elemosina fine a sé stessa ma per rilanciare un vero progetto di sviluppo, a fianco di donne e uomini, giovani e meno giovani, ammalati e affamati.

Lo SVI di Brescia infatti opera da quasi 50 anni a fianco delle popolazioni impoverite del mondo, grazie a tantissimi volontari e un grande sogno nel cuore, un mondo migliore per tutti, senza ingiustizie, senza guerre, senza fame. Piccoli grandi passi, un po’ alla volta e anche piano piano. La mostra apre sabato, magari una piccola offerta possiamo farla anche noi. “Il successo della manifestazione dipenderà totalmente dalla partecipazione della gente – ancora Rubagotti – Un bel gesto di solidarietà, senza dimenticare le relazioni che si creano tra le persone che hanno partecipato e che ancora parteciperanno”.

Una relazione spesso profonda, spesso indimenticabile. E per chi si sente un potenziale donatore, e quest’anno non ce l’ha fatta, se ne riparlerà nel febbraio 2013, quando comincerà il mese di raccolta per l’edizione numero 14. Che potrà essere ancora la numero 13, se le cose andranno come devono andare: “Speriamo porti bene!”.

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