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Italia in Rosa, un’edizione da record: «Il futuro dell’enogastronomia»

Oltre 3mila presenze e un grande successo di pubblico e di critica: si è chiusa alla grande la quinta edizione di Italia in Rosa, la rassegna gardesana dei vini rosati, dal Chiaretto del Garda ai sapori della Provenza

Un’affluenza che va oltre le più rosee aspettative, quattro giorni caldi e assolati, un grande successo di pubblico e di critica, ospiti nazionali e internazionali, la doverose presenza delle istituzioni, vedi De Capitani e Peroni, e poi i veri protagonisti, i vini rosati in ogni loro migliore espressione, 96 cantine e più di 150 etichette. Si è chiusa alla grande la quinta edizione di Italia in Rosa, nell’apprezzata location di Villa Bertanzi, proprio a due passi da Piazza San Martino, in quella Moniga del Garda davvero ridente e che ha mostrato il meglio di sé.

Fin dal primo cittadino Lorella Lavo, impegnata ai fornelli per tutta la durata della manifestazione, quello spirito di sacrificio che è un segnale importante in un momento in cui dovranno essere davvero tutti partecipi, nella promozione del territorio. “Una bella risposta alla crisi, tanta gente e tanti giovani, e per fortuna un tempo clemente – ci racconta il sindaco – L’impegno di tutti, nella promozione del territorio e in questo caso del Chiaretto. Sono le persone a fare la Valtenesi, e una rassegna come questa altro non è che l’ennesimo riconoscimento, e non solo nazionale”.

Dal Salento al Cilento, dal Bardolino al Garda Classico, e i rosati della Provenza, il Centro di ricerca internazionale di cui presto anche l’Italia sarà figura di spicco e di primo piano. “Un piacere vero per noi, nel segno della coerenza, dell’impegno condiviso – ci spiega infatti Roque Pertusa, presidente del Consiglio dei vini di Provenza e primo relatore del convegno internazionale andato in scena domenica mattina – Il modo migliore per approfondire la nostra conoscenza reciproca, il vino rosato non è una moda passeggera, è il vino del terzo millennio! Tante varietà differenti, e un mercato potenziale davvero importante, in crescita continua”.


La strada è tracciata, Italia in Rosa forse ha già fatto scuola, la naturale evoluzione di quelle che un tempo erano sagre paesane e che oggi invece devono adeguarsi ai tempi, crescere con il territorio, crescere con i prodotti di una Valtenesi straordinaria. “Siamo pronti a metterci in gioco, anno dopo anno – ammette anche Sante Bonomo, presidente del Consorzio Garda Classico – e una manifestazione come questa è un valore aggiunto, per quella che sarà una sfida molto impegnativa, fatta di scoperte e di responsabilità, lungo un percorso ambizioso ma necessario. Un abbraccio ideale tra culture diverse, che rappresentano specifici territori, tutta la loro storia, tutti i loro valori. Con un grande vincitore, il Valtenesi Chiaretto”.

Il Trofeo Molmenti se l’è aggiudicato l’azienda Civielle, proprio di Moniga, un premio meritato anche a detta di quelli che in fondo sono pure concorrenti, e ce lo conferma con un sorriso anche Gaudenzio Turina, storico patron dell’omonima cantina. Infine, il bilancio più che positivo. “I dati d’affluenza parlano chiaro, le oltre 3mila presenze sono una ricompensa e una gratificazione, una medaglia al territorio – conclude Luigi Alberti, presidente del Comitato organizzatore – Abbiamo raggiunto e superato tutti i nostri obiettivi, abbiamo colto fino in fondo l’aspetto territoriale, nonostante la crisi. Stiamo costruendo un progetto vero, un progetto importante, un sistema unico che coinvolge le tre sponde e le tre Regioni gardesane. Preparatevi, d'ora in’poi la parola d’ordine sarà SINERGIA”.

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