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Lo stabilimento Italcarni

Lo stabilimento Italcarni

Animali maltrattati e carne contaminata: Italcarni ammette le responsabilità

Il rappresentante legale dell'azienda ha ammesso tutte le contestazioni sollevate dopo il blitz della Forestale di un paio di settimane fa; secondo l'avvocato, tuttavia, in azienda non c'era consapevolezza della gravità di quanto commesso né tanto meno un'idea dei rischi per la salute umana

GHEDI - Il caso è scoppiato un paio di settimane fa: sequestro preventivo dell'azienda e cinque persone iscritte nel registro degli indagati.

La protagonista della vicenda è l'Italcarni di Ghedi, oggetto di un blitz della forestale per maltrattamento animali, scarico illegale di scarti di macellazione e sangue, manomissione di documenti e mancata osservanza delle norme e delle prescrizioni sulla commercializzazione della carne di bovino, estratta anche da animali arrivati in azienda già morti. 

E mentre due settimane fa si parlava di ipotesi tutte da verificare, ora arriva la conferma, direttamente dal rappresentante legale dell'azienda, che ha ammesso tutte le contestazioni davanti al pm Ambrogio Cassiani. Il legale dell'azienda, Alessandro Asaro, ha precisato che gli indagati "non sapevano della gravità delle azioni contestate", né pensavano di poter provocare rischi per la salute di chi avrebbe mangiato la carne, venduta anche con valori batteriologici di 50 volte superiori a quanto consentito dalle norme. 

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