Una task force a caccia della pantera: ma del felino nessuna traccia

Ieri 70 uomini hanno setacciato in lungo e in largo la riserva naturale delle Torbiere del Sebino alla ricerca di qualche traccia lasciata dalla pantera avvistata a fine luglio da un benzinaio. La prossima settimana è stato convocato un tavolo tecnico in Prefettura che dovrebbe sancire definitivamente la riapertura al pubblico del parco

Le operazioni di ricerca alle Torbiere - copyright © Bresciatoday

Senza ombra di dubbio il caso pantera è il tormentone dell'estate 2015. Dall'avvistamento del felino, da parte di un benzinaio di Iseo, sono passati ormai 20 giorni, ma della presenza dell'animale all'interno della Riserva naturale delle Torbiere del Sebino non ci sono prove tangibili.

Neanche la maxi battuta di caccia alla pantera - più di 70 uomini impiegati e un elicottero pronto ad intervenire - che si è tenuta giovedì 20 agosto all'interno del parco non ha dato riscontri che avvalorassero l'avvistamento di fine luglio. Se la pantera si aggirasse nella vasta area naturale sarebbe alquanto silenziosa e attenta a non lasciare segnali della propria presenza. L'animale non ha infatti lasciato impronte, né, tantomeno, escrementi e macabri resti di pranzetti. 

Le unice tracce trovate appartengono, infatti, ad altri animali appartenenti alla fauna autoctona: orme di tassi e di gatti ed alcuni escrementi probabilmente riconducibili ad esemplari di piccola taglia, che saranno comunque analizzati in laboratorio.  

Il caso potrebbe chiudersi definitivamente la prossima settimana in Prefettura, dov'è stato convocato un tavolo tecnico per valutare tutti gli elementi a disposizione, compresi gli esiti dell'ultima operazione di ricerca, e decidere in merito alla sicurezza e alla fruibilità della zona. 

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